Resoconto del 21 luglio 2021

Super User

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Studenti con disabilitĂ  e DSA: sfide attuali e scenari futuri

Atenei e istituzioni si confronteranno su inclusione e responsabilitĂ  professionale nella formazione universitaria e abilitante.
15 maggio, UniversitĂ  degli Studi di Trieste. Al convegno promosso dalla Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la DisabilitĂ  (CNUDD) interverrĂ  il Ministro per le disabilitĂ , Alessandra Locatelli.

L’iniziativa intende approfondire il bilanciamento tra diritto allo studio degli studenti e delle studentesse con disabilità e DSA e le responsabilità connesse all’esercizio delle professioni, con particolare riferimento all’area medico-sanitaria.

Il programma (link al file) prevede interventi istituzionali, contributi accademici e una tavola rotonda con rappresentanti degli atenei e degli ordini professionali, finalizzati a condividere esperienze, analizzare criticitĂ  e individuare soluzioni comuni.

L’evento, che si terrà presso l’Aula Magna dell’Edificio D del Campus di Piazzale Europa, si inserisce nel dibattito nazionale sul ruolo dell’Università nel coniugare inclusione, qualità della formazione e tutela dell’interesse collettivo.

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PROGRAMMA

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Il ruolo dell’Università per innovare la società

14 e 15 maggio. UniversitĂ  di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. "Il ruolo dell’UniversitĂ  per innovare la societĂ " è il titolo delle due giornate di confronto promosse dalla CRUI per mettere al centro del dibattito il contributo degli atenei ai processi di innovazione e sviluppo. Ciò con l'obiettivo di rafforzare il dialogo tra universitĂ , imprese, Pubblica Amministrazione e Terzo Settore. 
La prima giornata, a porte chiuse, è dedicata ai tavoli tematici su universitĂ  e imprese, Pubblica Amministrazione, incubatori e Terzo Settore. Obiettivo: condividere esperienze e modelli di trasferimento tecnologico e valorizzazione della conoscenza. Un momento di lavoro operativo per analizzare criticitĂ  e opportunitĂ , a partire dal ruolo strategico della ricerca pubblica e dalla necessitĂ  di rafforzare i legami con il sistema produttivo. 
La seconda giornata, aperta al pubblico, prevede una tavola rotonda con rappresentanti del mondo produttivo, delle istituzioni e della societĂ  civile e le conclusioni di MUR e CRUI.
L’evento intende inserirsi nel piĂą ampio dibattito sul trasferimento tecnologico e sull’impatto sociale della ricerca, in un contesto che richiede politiche, competenze e alleanze capaci di trasformare la conoscenza in valore per il Paese. 

Programma e link di partecipazione
https://ict.crui.it/il-ruolo-delluniversita-per-innovare-la-societa/

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Cambiamento climatico: le strategie per salvare Venezia

Salvare Venezia, con strategie di protezione e adattamento al cambiamento climatico che consentano di preservare la città per le generazioni future. A mettere a punto tali strategie, messe poi a confronto in uno studio pubblicato da Scientific Reports del gruppo Nature e intitolato “Long-term adaptation pathways for Venice and its lagoon under sea level rise”, un team di scienziate e scienziati coordinato dal professor Piero Lionello, ordinario di Fisica dell'Atmosfera e Oceanografia presso l'Università del Salento, co-coordinatore di MedECC (Mediterranean Experts on Environment and Climate Change) e già presidente della rete MedCLIVAR (Mediterranean CLImate Variability) dal 2006 al 2025. Ha ricoperto ruoli di rilievo nella comunità scientifica internazionale, come autore principale dei capitoli “Europa” e “Mediterraneo” dell'IPCC WG2-AR6 (Intergovernmental Panel on Climate Change).

Gli autori – oltre, a Lionello, Valeria Di Fant (TU Delft, Paesi Bassi), Ulysse Pasquier (Utrecht University, Paesi Bassi), Luigi Tosi (Consiglio Nazionale delle Ricerche), GonĂ©ri Le Cozannet (BRGM – French Geological Survey, Francia), Robert J. Nicholls (University of Southampton, Regno Unito), Wolfgang Cramer (Aix Marseille UniversitĂ©, Francia), Roger Cremades (University of Leeds, Gran Bretagna), Carlo Giupponi (UniversitĂ  Ca’ Foscari di Venezia), Jochen Hinkel (Global Climate Forum, Germania), Adriano Sfriso (UniversitĂ  Ca’ Foscari di Venezia), Pietro Teatini (UniversitĂ  di Padova), Athanasios T. Vafeidis (University Kiel, Germania),  Georg Umgiesser (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Marjolijn Haasnoot (Utrecht University, Paesi Bassi) -  hanno considerato quattro possibili strategie per salvare Venezia dall’innalzamento del livello del mare nei prossimi 300 anni: barriere mobili, dighe ad anello, chiusura della laguna, e rilocalizzazione della cittĂ .  Fatta salva l’urgenza di interventi tempestivi che proteggano Venezia, patrimonio mondiale dell’UNESCO, tali strategie suggeriscono anche in che modo i risultati ottenuti dovrebbero servire a indirizzare meglio la pianificazione a lungo termine di protezione della cittĂ  e delle sue fragilitĂ .

Venezia ha subìto un aumento della frequenza delle inondazioni negli ultimi 150 anni. Le attuali difese contro le acque alte includono un sistema di barriere mobili situate alle bocche di porto della laguna, il cosiddetto MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico). Gli autori dello studio hanno valutato strategie di adattamento esistenti e potenziali per Venezia, confrontandole con le proiezioni locali di innalzamento del livello del mare basate sul Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC. Scienziate e scienziati stimano che, con ulteriori interventi, le attuali barriere mobili potrebbero risultare efficaci fino a un innalzamento del livello del mare di circa 1,25 metri. Tuttavia, questo valore potrebbe essere superato entro il 2300 anche in uno scenario a basse emissioni, a causa del cambiamento climatico e della subsidenza del suolo, ossia dal progressivo naturale abbassamento del livello del suolo.

Tra le alternative considerate vi sono la protezione del centro storico mediante dighe che lo separino dal resto della laguna; la chiusura della laguna tramite un “super argine” e la rilocalizzazione della città, dei suoi abitanti e del patrimonio storico verso l’entroterra. Gli autori dello studio pubblicato su Scientific Reports stimano che le dighe potrebbero rendersi necessarie oltre un innalzamento di 0,5 metri, soglia che potrebbe essere raggiunta prima del 2100 nello scenario ad altissime emissioni. Anche la strategia della laguna chiusa potrebbe risultare efficace oltre tale soglia, offrendo protezione fino a circa 10 metri di innalzamento del livello del mare. La rilocalizzazione della città potrebbe invece diventare necessaria oltre i 4,5 metri, valore possibile dopo il 2300.

Gli scienziati hanno poi utilizzato i costi di precedenti progetti ingegneristici (aggiornati ai prezzi del 2024) per stimare i costi e la fattibilità delle diverse strategie. Il sistema attuale di difesa dalle acque alte è costato circa 6 miliardi di euro. La costruzione di dighe potrebbe costare tra 500 milioni e 4,5 miliardi di euro, mentre la chiusura della laguna con un super argine supererebbe i 30 miliardi. La rilocalizzazione della città potrebbe arrivare fino a 100 miliardi di euro.

«Non esiste una strategia di adattamento ottimale – spiega Lionello -. Qualunque scelta dovrà consentire un bilanciamento fra interessi diversi: la sicurezza e il benessere dei residenti, la prosperità economica, la tutela degli ecosistemi lagunari, la conservazione del patrimonio culturale e il mantenimento delle tradizioni locali. Considerando che la realizzazione di grandi infrastrutture può richiedere tra 30 e 50 anni, una pianificazione anticipata è fondamentale».

14 aprile 2026
Comunicato a cura dell'UniversitĂ  del Salento

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Google – CRUI: un workshop per fornire strumenti concreti a docenti, ricercatori e università

24 aprile, 9:00-13:00, sede CRUI. “Accelerating Higher Education: The New CRUI-Google Framework” è un evento esclusivo immaginato da CRUI e Google espressamente per il sistema universitario italiano.
Attraverso il coinvolgimento dei vertici di DeepMind, uno dei centri di ricerca più avanzati al mondo nel campo dell’IA, gli organizzatori puntano a esplorare il ruolo cruciale delle tecnologie per il futuro di ricerca e didattica.

La partecipazione è limitata ai posti disponibili e prevista esclusivamente in presenza. Per registrarsi: https://forms.office.com/e/xfcGsu0m1K?origin=lprLink

Il programma completo: https://ict.crui.it/accelerating-higher-education-the-new-crui-google-framework/

Fra i più attesi, l’intervento di Terra Terwilliger e Miriam Schneider, responsabili delle iniziative strategiche di DeepMind, si focalizzerà su due aspetti cruciali:

  • la rivoluzione scientifica innescata da strumenti come AlphaFold, soprattutto nel campo della biologia;
  • il ruolo di Gemini nel potenziamento dei processi di insegnamento e apprendimento.

Durante l’evento sarà presentato ufficialmente il nuovo contratto tra CRUI e Google, con un focus sugli aspetti pratici e sull’integrazione di Google Workspace e Gemini nei flussi di lavoro accademici: strumenti concreti per docenti, ricercatori e istituzioni.

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