Biblioteche

Progetto DOI

Responsabile scientifico: prof. Roberto Delle Donne (Napoli Federico II)

La CRUI ha aderito al Consorzio internazionale DataCite per l’attribuzione del DOI non commerciale alle pubblicazioni ad accesso aperto.

DataCite è un’organizzazione non profit che ha tra i propri obiettivi quelli di facilitare l’accesso ai dati della ricerca su Internet, aumentare la loro legittimazione tra i contributi di ricerca, supportare l’archiviazione di dati che possano essere verificati e riutilizzati a scopo di ricerca. DataCite è costituita da un “Managing Agent” (la German National Library of Science and Technology) e da numerosi “Members and Associate Members”, presenti in tutto il mondo; l’Italia è rappresentata dalla CRUI (http://datacite.org/members).

Possono fare richiesta di aderire al progetto DOI della CRUI gli atenei italiani e i centri di ricerca che pubblicano riviste elettroniche, libri, banche dati e tesi di dottorato, ad accesso aperto; con l’accettazione della richiesta, ciascun ente sarà abilitato a gestire come “Data Center” autonomo l’assegnazione di un numero illimitato di DOI.

Il DOI potrà essere assegnato dalle istituzioni aderenti esclusivamente agli oggetti digitali pubblicati ad accesso aperto. Per evitare duplicazioni nelle assegnazioni del DOI si raccomanda di attribuirlo soltanto a prodotti pubblicati dall’istituzione stessa come publisher oppure co-publisher.

Ciascuna istituzione si impegnerà a compilare, per ogni DOI assegnato, i relativi metadati, secondo lo schema fissato da DATACITE (http://schema.datacite.org). A tal fine sarà possibile avvalersi dei plugin per OJS, D-Space ed EPrints.

Per informazioni rivolgersi a:
Francesca Rossi (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.)

La composizione del prefisso DOI
Ciascun Data Center, oltre ad accettare i principi stabiliti dal consorzio DATACITE nel proprio statuto (http://www.datacite.org/docs/datacite-statutes-final.pdf), per l’attribuzione del DOI ai diversi oggetti digitali sarà chiamato ad osservare le seguenti regole di composizione dell’identificativo:

1.      Riviste elettroniche:
–         • prefisso assegnato dalla CRUI
–         • prima parte del suffisso costituito dall’ISSN del periodico preceduto da /
–         • seconda parte del suffisso identificativo del singolo contributo interno alla rivista preceduto da /

        Esempio:
        Alma Poloni, Il comune di popolo e le sue istituzioni tra Due e Trecento. Alcune riflessioni a partire dalla storiografia dell’ultimo quindicennio, pubblicato in “Reti Medievali Rivista”, 13/1 (2012), ha il seguente DOI: 10.6092/1593-        2214/352

2.      Libri elettronici:
        • prefisso assegnato dalla CRUI
        • suffisso costituito dall’ISBN a 13 cifre del volume preceduto da /
      
        Esempio:
        Libri elettronici. Pratiche della didattica e della ricerca, a cura di Roberto Delle Donne, Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico II - ClioPress, 2004, ha il seguente DOI: 10.6092/978-88-88904-07-7.

3.      Banche dati, tesi di dottorato, altre tipologie di prodotti:
        • prefisso assegnato dalla CRUI
        • prima parte del suffisso costituito dall’identificativo dell’ente preceduto da /
        • seconda parte del suffisso identificativo del nome del servizio (base URL) preceduto da /
        • terza parte del suffisso identificativo del singolo oggetto digitale preceduto da /

        Esempio:
        Elena Bianchini, L’istituto della riabilitazione tra cancellazione del reato e riparazione alla vittima: la sua applicazione nelle realtà europee italiana e belga, Bologna 2012 (tesi di dottorato), ha il seguente DOI: 10.6092/unibo/amsdottorato/4453


L’attribuzione del DOI
La CRUI auspica che i DOI siano assegnati a oggetti digitali che rispettino i seguenti standard minimi di qualità.

1. Riviste
   • composizione internazionale dei comitati/consigli scientifici, come richiesto dalle principali banche dati;
   • peer review da parte di almeno due esperti della disciplina, secondo la modalità del “doppio cieco”; l’effettivo utilizzo di tale procedura va certificato con idonea documentazione;
   • rispetto della periodicità della pubblicazione (trimestrale, quadrimestrale, semestrale o annuale);
   • pubblicazione in ogni numero di almeno un contributo in lingua diversa dall’italiano;
   • interfaccia e metadati (titolo, abstract, parole chiave e altri campi del Dublin Core) anche in lingua diversa dall’italiano (in inglese);
   • adozione di un codice etico delle pubblicazioni;
   • presenza in biblioteche e in banche dati internazionali (indizio di qualità a posteriori).

2. Collane di monografie
   • composizione internazionale dei comitati/consigli scientifici;
   • peer review da parte di almeno due esperti della disciplina, secondo la modalità del “doppio cieco”; l’effettivo utilizzo di tale procedura va certificato con idonea documentazione;
   • almeno nel caso di volumi miscellanei, pubblicazione anche di contributi in lingua diversa da quella italiana;
   • interfaccia e metadati (titolo, abstract, parole chiave e altri campi del Dublin Core) anche in lingua diversa dall’italiano (in inglese);
   • adozione di un codice etico delle pubblicazioni;
   • presenza in biblioteche e in banche dati internazionali (indizio di qualità a posteriori).

3. Dataset
   • composizione internazionale dei comitati/consigli scientifici;
   • peer review per il finanziamento da parte di enti italiani e/o stranieri della sua realizzazione;
   • interfaccia e metadati (titolo, abstract, parole chiave e altri campi del Dublin Core) anche in lingua diversa dall’italiano (in inglese).

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