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CRUI4Sport: il primo workshop nazionale a Trento

CRUI4Sport
Si è svolto il 26 e 27 marzo, il primo workshop nazionale promosso dalla CRUI dedicato allo sport universitario come leva strategica di benessere, formazione e relazione con i territori.
Ospitato dall’Università di Trento, CRUI4Sport ha inaugurato un ciclo di appuntamenti itineranti pensati per creare occasioni di confronto e networking tra atenei, valorizzare le buone pratiche già attive e rafforzare l’identità della comunità accademica intorno ai temi dello sport.

I lavori si sono articolati in tavoli di lavoro tematici dedicati ai modelli organizzativi e alle relazioni istituzionali, alla dual career, allo sport per tutti e al ruolo degli eventi sportivi e della comunicazione. Un confronto ampio e partecipato che ha coinvolto rettori, delegati allo sport, docenti ed esperti provenienti da numerose universitĂ  italiane.

Nel suo intervento di saluto, la Presidente della CRUI, Laura Ramaciotti, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa. “Quello di oggi è un appuntamento importante perché intende essere il primo di una serie di workshop organizzati in varie università con l’obiettivo di creare, intorno al tema dello sport universitario, occasioni di networking e di diffusione delle buone pratiche", ha detto.

La Presidente ha inoltre sottolineato che “I fatti dimostrano che lo sport serve all’università tanto quanto l’università serve allo sport”, ribadendo come il legame tra università e sport vada oltre la dimensione della salute, assumendo un ruolo centrale nella formazione e nella missione istituzionale degli atenei:

La seconda giornata ha visto la restituzione dei lavori dei tavoli, una tavola rotonda dedicata alle esperienze e alle prospettive dello sport universitario e l'intervento della Dott.ssa Francesca Galli della Segreteria Tecnica del Ministro dell’Università e della Ricerca. Il confronto ha messo in luce la necessità di politiche sempre più integrate e condivise, capaci di riconoscere lo sport come parte integrante dell’esperienza accademica e della terza missione.

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Metastasi: il lato oscuro della vimentina

Ricercatori dell’Università di Padova scoprono come la proteina vimentina promuove la diffusione di alcuni tipi di tumore
Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha definito le modalità con cui la proteina vimentina contribuisce alla diffusione delle metastasi. I risultati, ottenuti anche grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, sono appena stati pubblicati sulla rivista «Nucleic Acids Research» edita della Oxford University Press.
In alcuni tipi di tumori, come il carcinoma gastrico e mammario, le cellule possono iniziare a produrre alti livelli di una proteina chiamata vimentina. Tale proteina forma una sorta di scheletro meccanico che rende le cellule capaci di diffondersi nell’organismo e di generare metastasi. In aggiunta la vimentina è presente anche nel nucleo di tali cellule, dove stimola la produzione proprio di quelle proteine di cui le cellule tumorali hanno bisogno per diffondersi con efficienza nell’organismo.
«Recentemente, il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che questa funzione dipende dal legame di vimentina a particolari strutture tridimensionali del DNA – spiega la prof.ssa Claudia Sissi, del Dipartimento di Scienze del Farmaco e autrice corrispondente dell’articolo –. In questo nuovo studio siamo riusciti a identificare la porzione della proteina che la rende capace di attaccarsi al genoma. Inoltre, abbiamo confermato che tale porzione della proteina è anche necessaria per creare la struttura di supporto meccanico per le cellule metastatiche, ed è quindi un elemento cruciale per la diffusione del tumore».
I dati raccolti, grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, hanno mostrato che le due funzioni di vimentina, apparentemente diverse, concorrono in realtĂ  a promuovere la formazione e la diffusione delle metastasi.
«Poiché abbiamo individuato precisamente la parte della proteina responsabile di queste azioni pro-metastatiche, sarà ora possibile progettare nuovi farmaci capaci di colpirla con precisione. In tal modo potrebbe essere neutralizzata la capacità delle cellule di migrare e formare nuovi tumori a distanza dal sito primario. Tali terapie, che dovranno essere individuate e sperimentate in ampi studi preclinici e clinici, potrebbero essere più efficaci e tollerate per i pazienti rispetto a quelle in uso attualmente» conclude la prof.ssa Sissi.

Link all’articolo:
https://academic.oup.com/nar/article/54/6/gkag247/8539532?guestAccessKey=9a6b37cb-5b32-4cc8-95a8-17fe0372abf1&utm_source=authortollfreelink&utm_campaign=nar&utm_medium=email

 

Comunicato a cura dell’Università di Padova

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UniversitĂ  e diritto alla salute visiva: firmato il protocollo tra Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia e CRUI

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Alla presenza del Ministro Anna Maria Bernini prende il via la collaborazione per portare il progetto Campus Visivo negli atenei italiani con l’obiettivo di sostenere gli studenti con maggiori difficoltà economiche

Roma, 20 marzo 2026 – Offrire agli studenti universitari che provengono da famiglie con un reddito ISEE particolarmente basso l’accesso a visite oculistiche e, quando necessario, occhiali da vista: è questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi tra Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia e CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, presentato a Roma alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
 
“Il benessere degli studenti non è un principio astratto, ma una priorità concreta a cui dare forma con interventi mirati. Garantire l’accesso a servizi essenziali come le visite oculistiche significa rimuovere ostacoli che possono incidere sulla qualità dello studio, sulla salute e sulle opportunità di ciascuno. Il protocollo firmato oggi avvia un percorso virtuoso che sostiene in modo diretto gli studenti più fragili, portando negli atenei strumenti di prevenzione e cura e contribuendo a rendere l’esperienza universitaria più equa, inclusiva e attenta alla persona. Investire nel benessere degli studenti significa investire nel loro futuro e, insieme, nel futuro del Paese”, ha sottolineato il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

L’accordo nasce dalla consapevolezza che le difficoltà economiche possono limitare l’accesso alle visite oculistiche e all’acquisto di occhiali, essenziali non solo per la salute ma anche per il percorso formativo e personale degli studenti. Attraverso il progetto Campus Visivo, la Fondazione intende offrire un contributo concreto per contrastare questo fenomeno, portando direttamente negli atenei controlli della vista per gli studenti che si trovano in condizioni economiche più fragili.

All’iniziativa di presentazione del protocollo, svoltasi nella sede della CRUI a Roma, sono intervenuti, oltre al Ministro Anna Maria Bernini, Laura Ramaciotti, Presidente CRUI, Leonardo Maria Del Vecchio, Presidente Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, Nathan Levialdi Ghiron, Rettore Università di Roma Tor Vergata, Andrea Rendina, Segretario Generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia (in collegamento da remoto) e Carlo Nucci, Professore di Oftalmologia e Prorettore vicario Università di Roma Tor Vergata, Direttore della Scuola di specializzazione in Oftalmologia dell'Università di Roma Tor Vergata, Presidente della Società degli Oftalmologi Universitari Italiani (SOU).
Il protocollo definisce un quadro di collaborazione nazionale per estendere progressivamente il programma agli atenei italiani, con l’obiettivo di garantire a un numero crescente di studenti la possibilità di affrontare il proprio percorso universitario nelle migliori condizioni di salute. In questo contesto, la CRUI favorirà il dialogo tra la Fondazione e le diverse sedi delle università italiane, promuovendo l’adesione da parte degli atenei interessati e sostenendone la comunicazione a beneficio degli studenti appartenenti a famiglie con un reddito ISEE particolarmente basso.
“Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare al benessere studentesco in modo sempre più ampio. E in questa visione rientra anche la salute – ha detto Laura Ramaciotti, presidente CRUI – Una buona salute non è un “di più”: è la base su cui si costruisce tutto il resto. Ecco perché considero Campus Visivo un progetto estremamente importante che, focalizzando soprattutto sugli studenti in situazione di fragilità economica, contribuirà in maniera significativa a rimuovere un ostacolo al diritto allo studio.”
Nello specifico, la Fondazione curerĂ  gli aspetti organizzativi e logistici connessi allo svolgimento delle visite oculistiche e dei controlli della vista, mettendo inoltre a disposizione la strumentazione necessaria e le montature degli occhiali per gli studenti che, a seguito delle visite, ne avranno bisogno.

“Investire nella salute visiva degli studenti significa aprire la strada a nuove opportunità. – ha evidenziato Leonardo Maria del Vecchio, Presidente della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia – La salute visiva può diventare un fattore invisibile ma determinante: se non si vede bene, non si studia bene, e quando questo accade si rischia di limitare autonomia e libertà di costruire il proprio percorso. In questo contesto nasce il progetto Campus Visivo, con l’obiettivo di rimuovere una barriera che può incidere sulla qualità dello studio e sulla vita quotidiana degli studenti, restituendo sicurezza e creando le condizioni perché ciascuno possa esprimere pienamente il proprio potenziale. Quando aiutiamo uno studente a vedere meglio, lo aiutiamo a immaginare il proprio futuro. E quando una società aiuta i suoi giovani a immaginare il futuro, sta già costruendo il proprio”.
Gli atenei, dal canto loro, metteranno a disposizione spazi idonei allo svolgimento delle attività sanitarie previste, coinvolgeranno i propri medici oculisti e provvederanno a individuare gli studenti beneficiari dell’iniziativa tra coloro che si trovano in condizioni economiche più difficil.

Il progetto è già partito: all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata si stanno svolgendo e andranno avanti fino alla fine di marzo le visite oculistiche per circa 1.000 studenti, in collaborazione con lo staff medico del Dipartimento di Oftalmologia dell’Ateneo.

“Un’università è prima di tutto una comunità e una comunità responsabile non si limita a garantire solo il diritto allo studio: ascolta, osserva e interviene quando emergono bisogni che incidono sul percorso formativo – ha affermato Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata – Il diritto allo studio resta il fondamento. Ma accanto agli strumenti economici tradizionali esistono fragilità che riguardano la qualità della vita e il benessere complessivo degli studenti. Sono aspetti che non sempre si dichiarano, ma che possono influire in modo concreto sull’esperienza accademica. Campus Visivo nasce anche dall’ascolto della nostra popolazione studentesca: intercettare un bisogno e affrontarlo con un’azione mirata significa rendere il sostegno più aderente alla realtà. La vista riguarda gli occhi. La visione riguarda l’istituzione. E un’università pubblica deve saper coltivare entrambe”.
 
“L’iniziativa nasce in un contesto epidemiologico in cui i difetti refrattivi rappresentano una delle principali cause di disabilità visiva a livello globale. In particolare, la miopia è in costante aumento nelle popolazioni giovani e ad alta scolarizzazione – ricorda Carlo Nucci, Prorettore vicario, Professore di Malattie dell’Apparato Visivo e Direttore della Scuola di specializzazione in Oftalmologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Inoltre, gradi elevati di miopia sono associati a un rischio progressivamente maggiore di complicanze oculari nel corso della vita, con possibili ripercussioni sulla qualità visiva e sul benessere individuale. In questo scenario, il progetto Campus Visivo sostenuto dalla Fondazione OneSight Essilor Luxottica Italia, mira a identificare precocemente difetti visivi non diagnosticati o non adeguatamente corretti, intercettare condizioni a rischio di progressione, promuovere comportamenti visivi corretti in un contesto caratterizzato da studio intensivo e uso prolungato di dispositivi digitali, favorendo l’equità di accesso ai controlli specialistici. Campus Visivo rappresenta un modello concreto di prevenzione attiva in ambito universitario che integra evidenza scientifica e azione sanitaria, con l’obiettivo di tutelare la salute visiva dei giovani adulti in una fase cruciale del loro percorso formativo”.

Investire nel benessere visivo degli studenti significa infatti non solo migliorare la loro qualitĂ  di vita, ma anche contribuire a sostenere il loro percorso formativo e professionale, favorendo un accesso piĂą equo agli strumenti necessari per studiare e costruire il proprio futuro.

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