100 borse di studio a studenti con protezione internazionale a.a. 2019/20

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Cambiamento climatico: le strategie per salvare Venezia

Salvare Venezia, con strategie di protezione e adattamento al cambiamento climatico che consentano di preservare la città per le generazioni future. A mettere a punto tali strategie, messe poi a confronto in uno studio pubblicato da Scientific Reports del gruppo Nature e intitolato “Long-term adaptation pathways for Venice and its lagoon under sea level riseâ€, un team di scienziate e scienziati coordinato dal professor Piero Lionello, ordinario di Fisica dell'Atmosfera e Oceanografia presso l'Università del Salento, co-coordinatore di MedECC (Mediterranean Experts on Environment and Climate Change) e già presidente della rete MedCLIVAR (Mediterranean CLImate Variability) dal 2006 al 2025. Ha ricoperto ruoli di rilievo nella comunità scientifica internazionale, come autore principale dei capitoli “Europa†e “Mediterraneo†dell'IPCC WG2-AR6 (Intergovernmental Panel on Climate Change).

Gli autori – oltre, a Lionello, Valeria Di Fant (TU Delft, Paesi Bassi), Ulysse Pasquier (Utrecht University, Paesi Bassi), Luigi Tosi (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Gonéri Le Cozannet (BRGM – French Geological Survey, Francia), Robert J. Nicholls (University of Southampton, Regno Unito), Wolfgang Cramer (Aix Marseille Université, Francia), Roger Cremades (University of Leeds, Gran Bretagna), Carlo Giupponi (Università Ca’ Foscari di Venezia), Jochen Hinkel (Global Climate Forum, Germania), Adriano Sfriso (Università Ca’ Foscari di Venezia), Pietro Teatini (Università di Padova), Athanasios T. Vafeidis (University Kiel, Germania),  Georg Umgiesser (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Marjolijn Haasnoot (Utrecht University, Paesi Bassi) -  hanno considerato quattro possibili strategie per salvare Venezia dall’innalzamento del livello del mare nei prossimi 300 anni: barriere mobili, dighe ad anello, chiusura della laguna, e rilocalizzazione della città.  Fatta salva l’urgenza di interventi tempestivi che proteggano Venezia, patrimonio mondiale dell’UNESCO, tali strategie suggeriscono anche in che modo i risultati ottenuti dovrebbero servire a indirizzare meglio la pianificazione a lungo termine di protezione della città e delle sue fragilità.

Venezia ha subìto un aumento della frequenza delle inondazioni negli ultimi 150 anni. Le attuali difese contro le acque alte includono un sistema di barriere mobili situate alle bocche di porto della laguna, il cosiddetto MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico). Gli autori dello studio hanno valutato strategie di adattamento esistenti e potenziali per Venezia, confrontandole con le proiezioni locali di innalzamento del livello del mare basate sul Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC. Scienziate e scienziati stimano che, con ulteriori interventi, le attuali barriere mobili potrebbero risultare efficaci fino a un innalzamento del livello del mare di circa 1,25 metri. Tuttavia, questo valore potrebbe essere superato entro il 2300 anche in uno scenario a basse emissioni, a causa del cambiamento climatico e della subsidenza del suolo, ossia dal progressivo naturale abbassamento del livello del suolo.

Tra le alternative considerate vi sono la protezione del centro storico mediante dighe che lo separino dal resto della laguna; la chiusura della laguna tramite un “super argine†e la rilocalizzazione della città, dei suoi abitanti e del patrimonio storico verso l’entroterra. Gli autori dello studio pubblicato su Scientific Reports stimano che le dighe potrebbero rendersi necessarie oltre un innalzamento di 0,5 metri, soglia che potrebbe essere raggiunta prima del 2100 nello scenario ad altissime emissioni. Anche la strategia della laguna chiusa potrebbe risultare efficace oltre tale soglia, offrendo protezione fino a circa 10 metri di innalzamento del livello del mare. La rilocalizzazione della città potrebbe invece diventare necessaria oltre i 4,5 metri, valore possibile dopo il 2300.

Gli scienziati hanno poi utilizzato i costi di precedenti progetti ingegneristici (aggiornati ai prezzi del 2024) per stimare i costi e la fattibilità delle diverse strategie. Il sistema attuale di difesa dalle acque alte è costato circa 6 miliardi di euro. La costruzione di dighe potrebbe costare tra 500 milioni e 4,5 miliardi di euro, mentre la chiusura della laguna con un super argine supererebbe i 30 miliardi. La rilocalizzazione della città potrebbe arrivare fino a 100 miliardi di euro.

«Non esiste una strategia di adattamento ottimale – spiega Lionello -. Qualunque scelta dovrà consentire un bilanciamento fra interessi diversi: la sicurezza e il benessere dei residenti, la prosperità economica, la tutela degli ecosistemi lagunari, la conservazione del patrimonio culturale e il mantenimento delle tradizioni locali. Considerando che la realizzazione di grandi infrastrutture può richiedere tra 30 e 50 anni, una pianificazione anticipata è fondamentale».

14 aprile 2026
Comunicato a cura dell'Università del Salento

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Google – CRUI: un workshop per fornire strumenti concreti a docenti, ricercatori e università

24 aprile, 9:00-13:00, sede CRUI. “Accelerating Higher Education: The New CRUI-Google Framework†è un evento esclusivo immaginato da CRUI e Google espressamente per il sistema universitario italiano.
Attraverso il coinvolgimento dei vertici di DeepMind, uno dei centri di ricerca più avanzati al mondo nel campo dell’IA, gli organizzatori puntano a esplorare il ruolo cruciale delle tecnologie per il futuro di ricerca e didattica.

La partecipazione è limitata ai posti disponibili e prevista esclusivamente in presenza. Per registrarsi: https://forms.office.com/e/xfcGsu0m1K?origin=lprLink

Il programma completo: https://ict.crui.it/accelerating-higher-education-the-new-crui-google-framework/

Fra i più attesi, l’intervento di Terra Terwilliger e Miriam Schneider, responsabili delle iniziative strategiche di DeepMind, si focalizzerà su due aspetti cruciali:

  • la rivoluzione scientifica innescata da strumenti come AlphaFold, soprattutto nel campo della biologia;
  • il ruolo di Gemini nel potenziamento dei processi di insegnamento e apprendimento.

Durante l’evento sarà presentato ufficialmente il nuovo contratto tra CRUI e Google, con un focus sugli aspetti pratici e sull’integrazione di Google Workspace e Gemini nei flussi di lavoro accademici: strumenti concreti per docenti, ricercatori e istituzioni.

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Il volto umano della ricerca

“Ricercando_Meâ€: un reading autobiografico di ricercatrici e ricercatori dell’Università di Perugia che raccontano il volto umano della ricerca
15 aprile 2026 - ore 21 Sala Cutu - Perugia

Un’occasione per dare voce alle persone che fanno ricerca, ai loro percorsi, alle scelte, agli incontri e alle esperienze che accompagnano il lavoro scientifico dentro e fuori i laboratori, le aule e i dipartimenti. È questo il senso di “Ricercando_Me. Reading autobiografico, racconti di vita e di ricercaâ€, l’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Perugia nell’ambito delle attività di public engagement di Ateneo.

L’evento si svolgerà il 15 aprile alle ore 21 alla Sala Cutu, in piazza Giordano Bruno 9,  a Perugia e porterà in scena i racconti di sette ricercatrici e ricercatori dell’Università degli Studi di Perugia, appartenenti a diversi ambiti scientifici; questi condivideranno con il pubblico le proprie storie di vita e di ricerca attraverso un reading scenico capace di mettere al centro la dimensione più autentica e personale del fare scienza. Un’esperienza che invita a guardare “dietro le quinte†della ricerca, mostrando come il percorso scientifico non possa essere separato dalle persone che lo costruiscono quotidianamente, con competenza, passione e consapevolezza.

L’iniziativa è a cura di Marina Biasi, con direzione artistica e produzione di Massimiliano Trevisan e Sara Dolci e con accompagnamento musicale di Alessandro Cristofori e Guido Pietrella.
“Ricercando_Me†conclude il percorso laboratoriale “Ricercando_me: Laboratorio di scrittura autobiografica, dal curriculum all’autobiografia professionaleâ€, condotto dalla psicologa ed esperta di autobiografia Marina Biasi. Il laboratorio ha rappresentato un’importante occasione di riflessione introspettiva e di approfondimento del proprio vissuto professionale, coinvolgendo complessivamente 19 ricercatrici e ricercatori, suddivisi in due sessioni. La prima si è conclusa nel settembre 2025 con un partecipato reading in occasione della Notte Europea dei Ricercatori; la seconda si conclude ora con il nuovo appuntamento scenico, in cui parole e musica accompagneranno il racconto delle esperienze dei partecipanti.
Durante il reading interverranno:

  • Marco Cherin, Dipartimento di Fisica e Geologia
  • Riccardo Cruzzolin, Dipartimento di Scienze Politiche
  • Antonella D’Alessandro, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale
  • Valentina Franzoni, Dipartimento di Matematica e Informatica
  • Elvio Lepri, Dipartimento di Medicina Veterinaria
  • Gianpiero Marconi, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
  • Marco Pizzi, Dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne

L’appuntamento è realizzato con il patrocinio del Comune di Perugia.
10 aprile. Comunicato a cura dell’Università di Perugia

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