La nuova primavera dell'università di Sassari

Sassari

Università degli Studi di Sassari
21 marzo 2016
Per una nuova primavera delle Università. 

ESITI DELL'EVENTO

Si è tenuta anche a Sassari la "Primavera dell'Università", manifestazione indetta il 21 marzo in tutti gli atenei italiani dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI). L'Ateneo di Sassari ha risposto con un'Aula Magna – luogo di rappresentanza per eccellenza - ben presidiata da docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti. Proprio gli studenti sono stati tra i protagonisti di un dibattito che il Magnifico Rettore Massimo Carpinelli ha voluto aprire con un minuto di silenzio in onore degli Erasmus vittime dell'incidente stradale mortale avvenuto a Freginals, in Spagna. Anche le istituzioni hanno dimostrato vicinanza nei confronti dell'Università: era presente il Presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, che ha garantito l'impegno della Regione sia per il diritto allo studio - pur nella generale carenza di risorse - sia per il riconoscimento dell'insularità quale elemento di specificità che richiede forme di finanziamento certe per gli atenei sardi. Come ha evidenziato il Rettore, "oggi vogliamo dare un segnale pubblico e forte delle condizioni di estremo disagio in cui versa l’Università italiana in tutte le sue componenti. Vogliamo che questa giornata serva da fermo richiamo agli organi di Governo, da troppo tempo incuranti o apertamente ostili alla libera ricerca, all’indipendenza di giudizio, all’incentivazione del merito che sono i valori fondanti dell’Università". Massimo Carpinelli ha presentato una serie di dati inequivocabili che portano a una conclusione: "In Italia non si investe abbastanza nell'istruzione". L’Italia ha il numero di laureati più basso d’Europa (e non solo). UK 42%; OCSE 33%; UE21 32%; Francia 32%; G20 28%; Germania 27%; Italia 17%. L’Italia non investe nell’università. Si consideri l'Investimento in euro per abitante: Singapore 573, Corea del Sud 628, Giappone 331, Francia 303 e Germania 304. Italia 109. L’Italia ha applicato l’austerity all’università. Fondi pubblici nel 2009: 7.485 milioni. Nel 2016: 6.556 (-9.9%). Fondi pubblici 2010-2013: Francia + 3,6% Germania +20%. "Nonostante crisi e sottofinanziamento l’Italia si colloca all’ottavo posto tra i paesi OCSE e davanti alla Cina per quantità assoluta e qualità della produzione scientifica. Riusciamo a mantenere elevata la qualità pur con le poche risorse su cui possiamo contare". Vittima di questo sottofinanziamento è senza dubbio il diritto allo studio come hanno dichiarato Marco Pilo, rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione, e Riccardo Zanza, Presidente del Consiglio degli Studenti. In Italia una percentuale che si colloca tra lo 0% e il 9% degli studenti usufruisce degli strumenti di supporto allo studio, mentre, ad esempio, in Germania la percentuale si attesta tra il 10% e il 30%, in Francia fra il 40% e l’80%. Inoltre, in Italia il numero degli aventi diritto supera la disponibilità delle risorse, e "meno di 1 studente su 25 ottiene un alloggio, solo 4 su 25 ricevono una borsa di studio", ha ricordato Antonio Pala, dell'Unione degli universitari di Sassari. In rappresentanza dei docenti, sono intervenuti il Prorettore vicario Luca Deidda, che ha presentato il Piano strategico integrato dell'Università di Sassari, e la Delegata all'Area giuridica e regolamentazione, Monica Cossu, con un intervento sulla RoadMap 2014-2018, nel decennale della Dichiarazione di Messina sull'accesso aperto alla ricerca. Con la Road Map, università ed enti di ricerca confermano l'adesione alla Berlin Declaration e l'impegno per favorire l'internazionalizzazione della ricerca nell'ottica di garantire ampia visibilità alla produzione scientifica italiana. Daniele Tedde ha preso la parola a nome del personale tecnico-amministrativo, anche questa una componente, come quella dei docenti, non incentivata: il contratto di lavoro del personale tecnico-amministrativo è fermo al 2009, gli stipendi dei docenti al 2010. Le retribuzioni sono fra le più basse d’Europa. "Questa giornata di riflessione indetta dalla CRUI arriva proprio al momento giusto per una Università che è un’istituzione antica ma che in questo momento storico sta vivendo un difficile passaggio e mai come adesso sembra messa in discussione, in pericolo", ha commentato Daniele Tedde.

Il dibattito che è scaturito in seguito si è soffermato sui criteri alla base del Fondo di finanziamento ordinario (il costo standard, la Valutazione della qualità della ricerca), sui cosiddetti Punti organico (decisi a livello centrale, in assenza dei quali le università non possono fare assunzioni) e, soprattutto, sullo Human Technopole, il centro di ricerca che dovrebbe sorgere con sontuosi finanziamenti pubblici (un miliardo e mezzo di euro) nell'area di Expo. Il caso nazionale è stato sollevato dalla senatrice Elena Cattaneo e non smette di alimentare discussioni, soprattutto perché, a differenza delle Università pubbliche, non deve sottoporsi a selezioni rigorose e indipendenti, in linea con quanto ha affermato lo stesso Massimo Carpinelli. "Valutare comunque a certe condizioni è giusto – ha ribadito il Rettore, che già in passato aveva espresso questo pensiero – Se non si valuta si torna indietro". La "Primavera dell'Università di Sassari" è proseguita per tutto il pomeriggio con le visite ai "Monumenti aperti" universitari e alle biblioteche, compresa la Biblioteca del Ministero dei beni archivistici e culturali in piazza Fiume.




Anche l'Ateneo di Sassari organizzerà una giornata di riflessione nell'ambito dell'iniziativa nazionale lanciata dalla Conferenza dei Rettori. Il programma della manifestazione è in continuo aggiornamento e sarà comunicato al più presto. 

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