Dopo lâapprovazione allâunanimitĂ del verbale della seduta precedente, il Presidente passa alle comunicazioni, informando che la presentazione del libro âIdee di UniversitĂ e strategie degli Atenei italianiâ si terrĂ giovedĂŹ 23 marzo alle ore 14.30, al termine della seduta dellâAssemblea della CRUI.
Situazione legislativa e provvedimenti in corso - In riferimento al decreto ministeriale del 12 dicembre 2016, n. 987, relativo alla autovalutazione, accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio e valutazione periodica delle universitĂ , il Presidente comunica che il Decreto Ministeriale 8 febbraio 2017 n. 60 ha provveduto ad apportare alcune modifiche ai requisiti di accredita-mento ai corsi universitari, cosĂŹ come richiesto dalla CRUI nellâAssemblea dello scorso 19 gennaio.
Nuovo percorso per la formazione degli insegnanti della scuola secondaria ai sensi della Legge 107/2015 (Legge sulla âBuona Scuolaâ) - Dopo ampia ed approfondita discussione lâAssemblea approva il seguente documento predisposto dal Rettore Zara:
âOsservazioni CRUI sullo schema di decreto legislativo n. 377
Premessa
Il nuovo percorso per la formazione degli insegnanti diverrĂ , a regime, lâunico modo per accedere allâinsegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. Ciò permetterĂ , nelle intenzioni del legislatore, di superare lâattuale meccanismo di formazione degli insegnanti che ha determinato nel corso degli anni un eccesso di abilitati senza posto e quindi lunghi precariati pre-ruolo. Il nuovo percorso di formazione degli insegnanti prevede un meccanismo di âconcorso-corsoâ che consentirĂ , soltanto a chi supera il concorso, di essere formato per la professione dellâinsegnante tramite un contratto a tempo determinato di durata triennale e mediante lâassegnazione ad una rete di scuole. Il numero di posti del âconcorso-corsoâ sarĂ stabilito dal Ministero in relazione ai fabbisogni di docenti nella scuola secondaria superiore. SarĂ quindi a breve superato lâattuale meccanismo delle abilitazioni allâinsegnamento ottenute mediante i TFA (Tirocini Formativi Attivi, di tipo transitorio, attualmente vigenti). In ordine logico e crono-logico sono indicate di seguito le tappe fondamentali per la formazione dei futuri insegnanti, facendo anche cenno ad alcuni aspetti problematici, la cui risoluzione è indispensabile prima dellâavvio effettivo dei percorsi.
1) Conseguimento della laurea e della laurea magistrale
Tutti i futuri insegnanti della scuola secondaria di primo e di secondo grado dovranno conseguire una laurea (I livello) seguita da una laurea magistrale (II livello) in una delle classi di laurea e di laurea magistrale attualmente vigenti (DDMM del 16-03-2007). Non sono quindi previsti percorsi curriculari specifici per la formazione dei futuri insegnanti (differentemente da quanto previsto dal DM 249/2010) e ciò al fine di evi-tare percorsi universitari specialistici, spendibili soltanto nellâambito dellâinsegnamento. La laurea e la laurea magistrale dovranno, però, essere coerenti con le classi disciplinari di insegnamento previste dal decreto di riordino delle classi di concorso (DPR 19/2016). Sebbene tale decreto abbia appena riordinato e razionalizzato il sistema delle classi concorsuali, e il DM 93/2016 abbia definito gli ambiti disciplinari finalizzati allo snellimento delle procedure concorsuali e di abilitazione allâinsegnamento, sono necessarie ed urgenti varie modifiche e/o correzioni al fine di superare le incongruenze rilevate da piĂš parti.
2) Integrazione della formazione curriculare con 24 CFU specifici
Il laureato magistrale per poter partecipare al concorso-corso deve possedere 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e in quelle concernenti le metodologie e le tecnologie didattiche. Questo al duplice fine di integrare, da un lato, la specifica preparazione curricula-re posseduta con aspetti riguardanti le scienze dellâeducazione e, dallâaltro, per consentire allo stesso formando, prima della prova concorsuale, di verificare la predisposizione allâinsegnamento. I 24 CFU possono essere acquisiti o come crediti curriculari (e quindi sia durante il percorso formativo di I livello che in quello di II livello) o come crediti aggiuntivi durante o dopo il percorso di laurea e di laurea magistrale. Appare evidente che lâacquisizione curriculare di questi crediti è piĂš facile in determinate aree, come quella umanistica, mentre risulta piĂš difficile in altre aree disciplinari. Una riflessione accurata deve essere quindi svolta su questi aspetti al fine di non penalizzare eccessivamente alcuni laureati magistrali costringendoli ad acquisire, dopo il conseguimento del titolo, crediti aggiuntivi (e a pagamento). Per quanto possibile, mediante una concertazione da effettuarsi a livello di Ateneo, bisognerebbe favorire lâacquisizione di questi CFU durante il percorso curriculare, magari nellâambito delle attivitĂ ad autonoma scelta da par-te degli studenti. Un altro aspetto meritevole di considerazione è la natura di questi 24 CFU: pur essendo assodato che la L. 107/2015 e lo schema di decreto legislativo 377 prevedano una loro acquisizione nellâambito delle discipline antropo-psico-pedagogiche e in quelle con-cernenti le metodologie e le tecnologie didattiche, è da riflettere sul fatto che essi debbano riguardare soltanto i SSD M-PED, M-PSI, M-DEA oppure anche le didattiche disciplinari. Infine, appaiono importanti anche lâorganizzazione e lâerogazione di queste attivitĂ formative, sia-no esse curriculari o extra-curriculari: sarebbe, infatti, preferibile unâorganizzazione di Ateneo che consenta di razionalizzare e offrire in maniera coordinata tali attivitĂ a tutti coloro che ne abbiano necessitĂ per integrare i percorsi curriculari, in questo modo rispondendo meglio alle esigenze di efficienza/efficacia a livello istituzionale.
3) Corso di specializzazione nel primo anno del contratto triennale
Una volta che il laureato magistrale, in possesso di tutti i requisiti curriculari richiesti, superi il concorso, dovrĂ seguire un corso di specializzazione universitario, di durata annuale, per approfondire la propria preparazione professionale teorico-pratica nelle didattiche disciplinari afferenti alla classe concorsuale di appartenenza, nella pedagogia, nella psicologia e nelle normative scolastiche. Lâesame finale di questo corso di specializzazione permette il conseguimento del diploma di specializzazione per lâinsegnamento secondario. Lâobiettivo formativo generale dovrebbe consistere nella progettazione, sia con i 24 CFU pre-concorso che con il corso di specializzazione e/o con lâintero con-tratto triennale post-concorso, di un unico percorso verticale coerente ed organico per qualificare professionalmente i futuri insegnanti. Tale percorso deve assicurare lâacquisizione di competenze che caratterizzino in maniera complessiva il profilo professionale dellâinsegnante in funzione delle specifiche esigenze del sistema scolastico. A questo fine, il corso di specializzazione di durata annuale includerĂ 60 CFU da ripartire tra le didattiche disciplinari, le attivitĂ formative nel settore del-le scienze dellâeducazione, le attivitĂ di tirocinio diretto e indiretto, e il tutto con un taglio integrato di natura teorico-laboratoriale, teso alla maturazione progressiva di competenze pedagogico-didattico-relazionali. Una riflessione deve essere condotta anche sullâopportunitĂ di prevedere discipline comunque importanti per unâadeguata formazione del profilo professionale del futuro insegnante, tra cui quelle riguardanti le ICT e la neurofisiologia. Complessiva-mente, in questo percorso verticale, integrato e coerente, deve essere attentamente bilanciato il rapporto tra le didattiche disciplinari e le discipline delle scienze dellâeducazione, anche assicurando opportuni meccanismi di controllo di detto bilanciamento.
4) AttivitĂ previste nei successivi due anni di contratto a tempo determinato
Nei successivi due anni di contratto il futuro insegnante completerĂ la sua preparazione professionale con tirocini formativi e ulteriori attivitĂ , tra cui 15 CFU in ambiti formativi collegati a innovazione e sperimenta-zione didattica, assumendo progressivamente autonome funzioni di docenza e sostituendo, ove necessario e appropriato, i docenti di ruolo assenti. Infatti, nel secondo e terzo anno di contratto la preparazione professionale del futuro insegnante continuerĂ sulla base di unâulteriore collaborazione tra mondo universitario e scolastico. Al ter-mine del triennio il futuro insegnante sarĂ sottoposto a valutazione e, in caso positivo, il contratto sarĂ trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato. Il tirocinio svolto dal futuro insegnante si disco-sta dalle forme di tirocinio attualmente note (cosĂŹ come si distingue anche dallâapprendistato) in quanto mira specificamente a formare la professionalitĂ docente tramite una stretta interazione UniversitĂ -Scuola e mediante un approccio metodologico innovativo in cui le conoscenze/competenze disciplinari vengono arricchite e plasmate sulla base delle successive competenze nellâambito delle didattiche disciplinari e delle scienze dellâeducazione non solo teoricamente, ma anche e soprattutto direttamente in aula. A questo scopo, si sottolinea lâimportanza di una definizione chiara dei rapporti tra UniversitĂ e Scuola nellâintegrazione dei rispettivi ruoli e funzioni per la preparazione dei futuri insegnanti.
Osservazioni conclusive
Lâavvio effettivo del nuovo percorso di formazione iniziale degli insegnanti richiede ancora ulteriori atti normativi che si auspica vengano emanati con rapiditĂ anche al fine di superare lâattuale modello dei TFA (e dei PAS) che ha presentato non poche criticitĂ nei recenti cicli attivati dalle UniversitĂ . Ă altresĂŹ necessario assicurare adeguate risorse non solo per la copertura dei costi dei contratti triennali a tempo determinato dei futuri insegnanti ma anche per garantire adeguati standard qualitativi ai percorsi formativi che saranno attivati dalle UniversitĂ . Infine, adeguata attenzione deve essere dedicata, oltre alla formazione iniziale, anche alla formazione continua degli insegnanti giĂ in servizio, che consenta di integrare la loro preparazione, e anche a questo riguardo il sistema universitario può contribuire nellâambito di una proficua e costruttiva interazione con il sistema scolastico.â
Bilancio di previsione CRUI 2017 - Il Segretario Generale illustra il bilancio di previsione CRUI 2017, corredato dalla relazione programmatica, che viene approvato allâunanimitĂ dallâAssemblea