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Crescita senza Università? Anche fosse, non durerebbe

Necessario ripristinare i 7 miliardi del 2011 per rimanere nell’Europa dello sviluppo e dell’innovazione

Mozione approvata all'unanimità dalla Giunta CRUI

La Giunta della CRUI, riunitasi il giorno 20 giugno 2012, esprime apprezzamento per la volontà del Governo di puntare sulla crescita come elemento imprescindibile per il superamento della crisi. L’annunciato Decreto-Legge per la crescita del Paese introduce, seppure in maniera ancora troppo timida, misure volte ad agevolare e a coordinare la ricerca d’impresa mediante gli strumenti del credito d’imposta e dell’ampliamento delle competenze del MIUR nell’àmbito della ricerca industriale.

Purtuttavia la CRUI esprime viva preoccupazione per la perdurante assenza di qualunque risorsa finalizzata al sostegno del sistema universitario. Si deve constatare una oggettiva contraddizione tra la volontà di avviare una fase di crescita da un lato, specie a favore delle giovani generazioni, e la mancanza di seri investimenti sulle Università che di tale crescita costituiscono l’asse portante e indispensabile dall’altro.

Le Università italiane a partire dal 2009 hanno già visto ridursi il FFO del 7,2%; l’organico dei docenti e dei ricercatori è sceso da 64 a 54 mila unità e costituisce una delle forze-ricerca proporzionalmente più basse d’Europa rispetto alla popolazione. 

Qualora il combinato esiziale tra mancanza di risorse nel Decreto sviluppo e mantenimento del taglio sull’FFO attualmente previsto per il 2013 non dovesse trovare rimedio, le Università italiane statali e non statali, non sarebbero in grado di far fronte alla situazione. Sono le cifre a dirlo: l’FFO 2013 a legislazione vigente è di 6,5 mld di euro, cui si aggiungono circa 130 mln di altre entrate vincolate; le spese obbligatorie (personale a tempo indeterminato e determinato, obbligazioni varie a carico del sistema) non saranno inferiori a 6,4 mld di euro. Resterebbe disponibile solamente una misera quota pari all’1,5% per beni e servizi e per nuove assunzioni di giovani ricercatori.

Se non venisse ripristinata la quota di finanziamento garantita al sistema degli Atenei statali e non-statali per il 2012, pari a circa 7 mld di euro e se, dunque, non vi fosse un rifinanziamento di 400 mln di euro come avvenne lo scorso anno, le aspettative dei nostri giovani, in un momento nel quale si riaprono i percorsi di carriera e si affronta la nuova sfida europea di Horizon 2020, sarebbero inesorabilmente compromesse, con ricadute inevitabili e gravissime.

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