Elenco Rettori

Crisci Mirocle Gino - Rettore Università della Calabria

  • Ateneo: Calabria
  • Scad.: Scadenza
  • Ord.: Petrologia e Petrografia
  • Nato: 21 dicembre 1949 Portocannone
  • Sede: Arcavacata di Rende - 87036 Rende (CS)
  • Tel.: Tel. +39 0984-496716 - 6724 Fax +39 0984-496817
  • Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Laureatosi in Scienze Geologiche presso L’università di Pisa con il massimo dei voti, è vincitore di una borsa di studio NATO di sei mesi, per studi sulla petrografia delle vulcaniti dell’isola di Lipari, presso l’Università di Stato dell’Arizona, Tempe (USA), nel 1984. Tre anni più tardi vince una borsa di studio presso l’Università di Rhode Island (Usa), una borsa di studio FORMEZ, della durata di 8 mesi, per studi sui fenomeni di mixing nei prodotti Eoliani. E’ Professore Ordinario di Petrologia e Petrografia presso il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra – Unical.

Dal 1° Novembre 2013 è Rettore dell’Università della Calabria.

Scadenza del mandato 31 ottobre 2019

Altri incarichi
Ricercatore volontario presso l’Istituto di Mineralogia e Petrografia dell’Università di Pisa dalla data della Laurea. Tecnico Laureato presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Calabria nel periodo 1976 – 1985. Professore Incaricato di Mineralogia (Corso di laurea in Scienze Naturali) presso la Facoltà di Scienze Mat. Fis. e Nat. dell’Università della Calabria, nel periodo 1981 – 1985. Vincitore del premio ” Angelo Bianchi ” per la Petrografia, indetto dalla S.I.M.P. per il biennio 1983/84. Professore Associato di Petrografia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Calabria, a partire dal 2/8/85. Consigliere d’Amministrazione dell’Università della Calabria nel biennio 1986-87. Durante tale incarico ha svolto le funzioni di Presidente della Commissione Affari Generali. Presidente, dal 1993 al 2008 del Centro Interdipartimentale dell’Università della Calabria CAMS (Centro Arti, Musica e Spettacolo). Consigliere di Amministrazione dell’Università della Calabria dal 1996 al 2000. Durante tale incarico ha svolto, nel periodo 96-98, le funzioni di Presidente della Commissione Affari Generali e nel periodo 99-2000, le funzioni di Presidente della Commissione Bilancio. Membro del Gruppo Nazionale di Petrografia e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Eletto per il periodo 1998-2001 nell’ufficio di Presidenza della S.I.M.P. Professore Ordinario di Petrografia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Unical dall’1/10/2000. Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Unical dal 29/1/2001 al 31/10/2005. Membro del Consiglio Direttivo del Centro di Eccellenza: “ Centro per il Calcolo ad Alte Prestazioni per Elaborazioni Parallele e Distribuite – Centro di Eccellenza MIUR” (D.M. n. 21 del 31 gennaio 2001). Promotore del Corso di Laurea in “Scienze e Tecnica per il Restauro e la Conservazione dei Beni Culturali” , Presidente dello stesso dal 1998 al 2005. Membro del Direttivo dell’AIAr (Associazione Italiana Archeometria) per il periodo 2002/2004. 

Preside della Facoltà di Scienze Mat. Fis. e Nat dell’Università della Calabria per i quadrienni 2005 – 2008 e 2009 – 2012. Membro del Gruppo di Lavoro Esperti (art. 14 – D.M. 593 dell’8 agosto 2000) del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Uff. VI dal gennaio 2005 a tutt’oggi. Rappresentante dell’Università della Calabria nel C.d.A. del Consorzio “Cultura e Innovazione” che gestisce il Distretto Tecnologico sui Beni Culturali. Vicepresidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle Strutture Universitarie di Scienze e Tecnologie (con.Scienze). Direttore del Dipartimento di Biologia, Ecologia, Scienze della Terra (DiBEST) dall’ 1 Gennaio 2013 al 29 Ottobre 2013. Prorettore dell’Università della Calabria dall’ 1 agosto 2013 al 31 ottobre 2013. 

Attività scientifiche e pubblicazioni


L’attività di ricerca del Prof. Crisci è iniziata alla fine degli anni ‘70 con l’indagine sistematica delle masse intrusive di età ercinica affioranti nelle diverse Unità Calabresi.

In seguito, il Prof. Crisci ha esteso il proprio campo d’indagine allo studio dei sistemi attivi dell’Italia meridionale, al fine di comprendere sia i meccanismi genetici e la storia evolutiva che il modello geodinamico di appartenenza. Per capire appieno tali problematiche, sono stati investigati in modo particolare due sistemi diversi fra loro; le Isole Eolie, legate a magmatismo di arco correlato a processi subduttivi e l’Isola di Pantelleria, associata ad un ambiente distensivo di tipo continentale. Per ognuno dei due sistemi si è cercato di effettuare un’indagine completa investigando singole unità, e associando spesso agli studi petrografici e geochimici indagini geologiche e geologico-strutturali.

In modo analogo è stato investigato il sistema magmatico correlato al sistema Eoliano. Lo studio sistematico delle vulcaniti, soprattutto di Lipari, ha permesso al Prof. Crisci di essere fra i primi ad evidenziare l’importante ruolo avuto nella genesi, in questo tipo di magmatismo, dei processi di “mixing” fra magmi e dell’interazione crostale. Con i lavori sul sistema Eoliano veniva dimostrata la complessa genesi dei magmi eoliani con il primario ruolo svolto dalla crosta. Fra gli studi di dettaglio, sul sistema eoliano, è interessante segnalare quello relativo alle piroclastiti di M. Guardia di Lipari, poichè rappresenta la prima ricerca italiana realizzata su prodotti piroclastici.

Parallelamente allo studio dei sistemi naturali, per meglio comprendere e modellizzare i processi magmatogenetici, sono state sviluppate una serie di ricerche teoriche sulla cristallizzazione frazionata e sui meccanismi d’ibridizzazione dei magmi (“mixing”, “mingling” e diffusione). Gli studi sulla cristallizzazione frazionata hanno permesso di dare una nuova formulazione dell’equazione di Reyleigh, prima su base e successivamente come programma di calcolo.

La ricerca in oggetto, incentrata sul comportamento degli elementi in tracce, permette di modellizzare i processi differenziativi in modo autonomo senza dover pilotare il sistema, come nel modello classico. Per quanto riguarda l’interazione fra magmi è stato ipotizzato che l’ibridizzazione dei magmi potrebbe essere conseguente a processi di microframmentazione di tipo meccanico “mingling”, con successivi fenomeni diffusivi.

Gli studi applicativi hanno sempre caratterizzato la ricerca del Prof. Crisci. Infatti, sfruttando le conoscenze magmatologiche ha sviluppato una ricerca sulla simulazione di flussi lavici che potesse rappresentare un valido strumento nella mitigazione del rischio da colata, utilizzando un nuovo metodo basato sugli automi cellulari. Tale ricerca rappresenta un buon esempio di interdisciplinarità, fondendo nozioni matematiche, informatiche, fisiche, con quelle petro-chimiche del Prof. Crisci. La conoscenza dei magmi, della loro composizione chimica-petrografica, ha permesso al Prof. Crisci di dare un fondamentale contributo alla creazione del modello matematico alla base della simulazione.

Questo nuovo tipo d’approccio consente di simulare processi naturali complessi difficilmente risolvibili con metodologie tradizionali. Gli automi cellulari stanno trovando sempre maggior impiego nelle scienze della terra con l’applicazione in geologia strutturale, mineralogia e geofisica.

Nell’ambito dei Beni Culturali, il Prof. Crisci ha incentrato la propria ricerca su tutta una serie di tematiche specifiche. La prima riguarda le provenienze dei materiali utilizzati, sia in ambito archeologico che in settori architettonici; l’altra riguarda la caratterizzazione composizionale e strutturale delle malte e degli intonaci, di vari periodi storici e l’ultima, sviluppata più recentemente, è incentrata sullo studio dei processi di alterazione e degrado dei beni culturali nonché sulla protezione e conservazione del patrimonio archeologico sia in ambiente subaereo che subacqueo.

Per quanto riguarda la prima tematica, sono stati sviluppati nuovi metodi non distruttivi, per determinare la provenienza delle ossidiane archeologiche. Più precisamente, in un primo momento è stato messo a punto un nuovo tipo d’analisi per fluorescenza X, che ha permesso di determinare la provenienza di un numero elevatissimo di campioni archeologici, rinvenuti in scavi effettuati in tutto il territorio italiano e francese. Successivamente è stata testata la tecnica LA-ICP-MS; l’utilizzo di tale tecnica ha consentito la caratterizzazione geochimica di tutte le sorgenti di ossidiana dell’area peri-tirrenica (Lipari, Palmarola, Pantelleria e Monte Arci in Sardegna), nonchè la determinazione della provenienza di numerosi frammenti archeologici rinvenuti in alcuni siti neolitici italiani.

Il secondo filone sviluppato dal Prof. Crisci, nell’ambito dei Beni Culturali, è quello legato allo studio di dettaglio degli intonaci e delle malte dei manufatti storici. Con una serie di studi su monumenti calabresi, si è cercato di colmare una lacuna conoscitiva sulle tecniche costruttive e sui materiali naturali utilizzati per la fabbricazione delle malte. Ovviamente, il problema non può essere disgiunto dallo studio sulla natura e provenienza dei materiali litoidi utilizzati per costruire i manufatti nelle diverse epoche storiche. A riguardo è in atto uno studio completo per conoscere le caratteristiche composizionali e le proprietà fisiche delle calcareniti mioceniche calabresi, con le quali sono stati costruiti gran parte dei centri storici.

Sempre nel settore archeometrico recentemente, sono state sviluppate ricerche sulla natura composizionale delle malte di importanti monumenti italiani e stranieri (Terme di Caracalla, Edifici di Pompei, Teotihuacan e Templo Mayor a Città del Messico). In particolare, il Prof. Crisci, nell’ambito di una collaborazione con il gruppo di ricerca messicano guidato dal Prof. L. Barba della UNAM (Univesidad Nacional Autonoma de Mexico), ha messo a punto la tecnica analitica LA-ICP-MS al fine di caratterizzare i grumi di calce presenti nelle malte. La metodologia è stata testata, per la prima volta in campo archeometrico, utilizzando alcuni campioni di malta prelevati nel sito archeologico di Teotihuacan e dal Templo Mayor in Messico. La ricerca ha permesso di individuare le aree di approvvigionamento sfruttate dalle popolazioni messicane per la produzione della calce. Tale risultato è stato raggiunto paragonando le caratteristiche geochimiche dei grumi di calce con quelle di campioni di calcare prelevati nelle cave limitrofe a Teotihuacan e Città del Messico, individuate come possibili aree di approvvigionamento. L’individuazione dell’area sorgente ha rappresentato un’importante scoperta in ambito archeometrico ed ha fornito un forte contributo in relazione agli usi ed ai costumi ed indirettamente alle consuetudini socio – economiche delle popolazioni mesoamericane.

In merito all’ultima tematica, lo studio dei processi di alterazione e degrado di edifici e monumenti è stato condotto partendo dalla caratterizzazione delle croste nere presenti su monumenti ed edifici di importanti città italiane (Roma, Milano Venezia Catania) ed Europee (Londra, Parigi Mechelen). L’applicazione di tecniche microanalitiche (SEM/EDS ed LA-ICP-MS) ha consentito di caratterizzare geochimicamente le croste nere e di correlare la diversa concentrazione di elementi in tracce ed in particolare di metalli pesanti, al grado di inquinamento atmosferico ed alla diversa esposizione agli agenti inquinanti.
Infine in merito alla conservazione e protezione dei beni il gruppo di ricerca diretto dal Prof. Crisci sta testando nuovi materiali, tecniche e metodologie per la conservazione e il restauro di siti archeologici marini nel loro ambiente naturale. La ricerca tuttora in atto è incentrata sullo sviluppo di nuove formulazioni la cui efficacia viene testata su provini di differenti litotipi (rocce, malte, piastrelle) opportunamente trattati con protettivi e consolidanti e successivamente immersi in mare a diverse profondità e prelevati ad intervalli predeterminati al fine di valutarne l’efficacia. I risultati preliminari sono soddisfacenti il passo successivo sarà quello di testare “in situ” i nuovi prodotti sviluppati.

Pubblicazioni

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Libri e Monografie
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