Archivio Notizie

Per un bilancio di genere nelle università

Convegno MIUR 21 novembre 2019
In Italia, le donne rappresentano solo il 37% dei professori associati, il 23 % dei professori ordinari e il 7% dei rettori. Ciò a fronte del fatto che studentesse, laureate e dottoresse di ricerca sono più numerose, nei rispettivi raggruppamenti accademici, dei colleghi uomini. Di fatto, posizionando l’allargamento della forbice di genere proprio all’inizio della carriera universitaria*.

In considerazione di queste evidenze, per accompagnare le università verso un riassetto sostanziale degli equilibri di genere, la CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – ha presentato oggi le “Linee guida per il Bilancio di Genere negli atenei italiani”, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il Bilancio di Genere è un documento che ha una doppia valenza. Da un lato, fotografa la distribuzione di genere all’interno dell’università, così come la presenza di donne e uomini negli organi di gestione. Dall’altro, monitora tanto le azioni dell’ateneo a favore dell’uguaglianza di genere quanto le sue politiche più generali (compresi gli impegni economico-finanziari), valutandone l’impatto su donne e uomini.

Le “Linee Guida” illustrano nel dettaglio come redigere il Bilancio di Genere, come individuare ambiti e fenomeni da analizzare (identificando indicatori e relative rappresentazioni), come integrare il documento con gli strumenti di programmazione, rendicontazione e governance dell’ateneo.

“Nonostante gli sforzi fatti finora sugli equilibri di genere, anche l’università ha ancora molta strada da fare sul tema – ha detto Aurelia Sole, delegata CRUI per le tematiche di genere e Rettrice dell’Università della Basilicata –. Ciò  che accade è che al progredire della carriera universitaria, il numero di donne diminuisce e l’università perde importanti risorse, in termini di competenze e capacità. Ciò si traduce in una perdita per la società nel suo complesso: da una parte viene disperso l’investimento in formazione delle donne che abbandonano la carriera universitaria, dall’altro non viene raccolto il capitale umano finale che quei percorsi di carriera avrebbero prodotto. In quest’ottica il Bilancio di Genere diventa uno strumento essenziale non solo per l’uguaglianza fra i sessi e per una gestione etica dell’università, ma anche per ottimizzare l’utilizzo delle risorse pubbliche. Insieme a questo la commissione CRUI, che ha lavorato alle Linee guida, presenterà al Ministro alcune proposte da mettere rapidamente in campo per sostenere il lavoro delle nostre ricercatrici e docenti e tenere in conto esigenze specifiche delle giovani madri presenti anche fra gli studenti.”

La CRUI, con l’impegno di tutelare l’uguaglianza tra donne e uomini nelle università, in linea con l’agenda 2030, promuove l’implementazione, il monitoraggio, la diffusione e l’utilizzo del Bilancio di Genere quale strumento fondamentale per inserire la parità fra i sessi nella più ampia strategia di sviluppo degli atenei.

Sono intervenuti alla presentazione: Lorenzo Fioramonti (Ministro MIUR), Aurelia Sole (Rettrice Università della Basilicata), Francesca Caroccia (Università dell’Aquila), Antonella Liccardo (Università Federico II di Napoli), Daniele Livon (Direttore ANVUR), Fulvio Esposito (Capo Segreteria Tecnica MIUR), Laura Calafà (Università di Verona), Annalisa Rosselli (Università di Roma Tor Vergata).

* Dati contenuti nelle appendici delle “Linee guida per il bilancio di genere negli atenei italiani.”

Roma, 21 novembre 2019.

Log in