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CRUI e CoPER per l'autonomia di Horizon Europe

Il testo della lettera inviata ai Ministri Tajani, Bernini, Foti e Urso dai Presidenti di CRUI e COPER, Laura Ramaciotti e Antonio Zoccoli.

 

Onorevoli Ministri,

la ricerca rappresenta uno dei principali motori di sviluppo economico e sociale, capace di generare benefici concreti per i Paesi, i cittadini e le imprese. Investire in ricerca di base significa infatti promuovere innovazione, aumentare la competitivitĂ  e affrontare in modo piĂą efficace le grandi sfide globali, come la transizione ecologica e digitale.

Il Programma Quadro Horizon Europe rappresenta il principale strumento dell’Unione per sostenere la ricerca di eccellenza, la formazione dei talenti e lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie di frontiera e ha contribuito in modo determinante alla costruzione delle basi scientifiche, tecnologiche e di capitale umano su cui si fondano oggi numerose filiere strategiche europee.

La ricerca fondamentale, la ricerca collaborativa e l’innovazione ad alto rischio tecnologico rappresentano il motore dei futuri successi industriali dell’Europa e non possono essere indirizzate e valutate esclusivamente in funzione di ritorni economici immediati.

Le Università e gli Enti di ricerca europei, da sempre pilastri alla base della competitività, della resilienza e dell’autonomia strategica dell’Unione europea, pur riconoscendo la necessità di modernizzare il bilancio europeo e di rafforzare gli investimenti nella competitività, sono concordi nel sostenere che non si possono compromettere la natura, le finalità e i meccanismi di funzionamento dei programmi europei di ricerca e innovazione, finendo per determinarne la progressiva subordinazione a logiche prevalentemente orientate al market deployment. Programmi con finalità diverse – quali Horizon Europe e gli strumenti orientati alla crescita industriale e al deployment, quali lo European Competitiveness Fund – devono operare in modo complementare, preservando ciascuno la propria missione, logica di intervento e assetto di governance. Una loro fusione o sovrapposizione rischierebbe di compromettere il buon funzionamento di entrambi.

La qualità e l’efficacia delle politiche europee in materia di ricerca e innovazione dipendono dal coinvolgimento sostanziale delle comunità scientifiche nei processi di programmazione, non come mera consultazione, ma come partecipazione strutturata e qualificata. La definizione delle priorità di ricerca ed innovazione e dei relativi bandi deve rimanere saldamente ancorata al principio dell’eccellenza scientifica e tecnologica, valutata da esperti indipendenti di riconosciuto profilo scientifico e tecnologico internazionale.

Alla luce di quanto sopra, CRUI e CoPER, in rappresentanza del sistema scientifico e accademico italiano, chiedono:

  1. La tutela dell’autonomia strategica e operativa di Horizon Europe, evitando un’eccessiva subordinazione a strumenti prevalentemente orientati al deployment industriale, quali l’European Competitiveness Fund.
  2. L’istituzione di assetti di governance chiaramente distinti per Horizon Europe e per l’European Competitiveness Fund, in particolare per quanto riguarda i meccanismi di comitologia e i processi decisionali relativi alla programmazione annuale.
  3. La distinzione funzionale e contabile tra ricerca e deployment. Le risorse destinate a Horizon Europe devono rimanere integralmente orientate al sostegno della ricerca e dell’innovazione di lungo periodo, evitando meccanismi che ne pre-determinino un’allocazione verso fasi o soli ambiti di deployment o di applicazione industriale.
  4. Linee dedicate per la valorizzazione industriale dei risultati della ricerca. Prevedere, all’interno dell’European Competitiveness Fund, strumenti di finanziamento specificamente orientati alla valorizzazione industriale e al deployment dei risultati del Programma Quadro, a supporto anche di percorsi di scale-up e industrializzazione in ambiti strategici.
  5. Il riconoscimento del ruolo abilitante di Horizon Europe. Riconoscere pienamente Horizon Europe come “infrastruttura” portante dell’ecosistema europeo dell’innovazione, abilitante per strumenti orientati alla competitività, allo sviluppo industriale e all’autonomia strategica, che ne valorizzino i risultati lungo l’intera catena del valore in maniera efficace e sostenibile.

La comunità scientifica e accademica italiana tutta, riconosce in Horizon Europe un pilastro essenziale per il rafforzamento del capitale umano, per l’innalzamento della qualità del sistema universitario e della ricerca pubblica e dell’annessa innovazione ma altresì cruciale affinché il continente attragga talenti ed investimenti ad alta intensità di conoscenza.

Tutelare l’identità e l’autonomia della governance di Horizon significa contribuire in modo responsabile alla costruzione di politiche industriali e di competitività fondate su basi scientifiche solide, innovative e durature.

Chiediamo, pertanto, alle Istituzioni europee e nazionali l’impegno a preservare l’autonomia di Horizon Europe e della ricerca a basso e medio livello di maturità tecnologica e a definire un quadro finanziario e di governance che valorizzi pienamente il ruolo della ricerca e dell’innovazione nel nuovo progetto europeo.

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Onorevoli Ministri,

la ricerca rappresenta uno dei principali motori di sviluppo economico e sociale, capace di generare benefici concreti per i Paesi, i cittadini e le imprese. Investire in ricerca di base significa infatti promuovere innovazione, aumentare la competitivitĂ  e affrontare in modo piĂą efficace le grandi sfide globali, come la transizione ecologica e digitale.

Il Programma Quadro Horizon Europe rappresenta il principale strumento dell’Unione per sostenere la ricerca di eccellenza, la formazione dei talenti e lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie di frontiera e ha contribuito in modo determinante alla costruzione delle basi scientifiche, tecnologiche e di capitale umano su cui si fondano oggi numerose filiere strategiche europee.

La ricerca fondamentale, la ricerca collaborativa e l’innovazione ad alto rischio tecnologico rappresentano il motore dei futuri successi industriali dell’Europa e non possono essere indirizzate e valutate esclusivamente in funzione di ritorni economici immediati.

Le Università e gli Enti di ricerca europei, da sempre pilastri alla base della competitività, della resilienza e dell’autonomia strategica dell’Unione europea, pur riconoscendo la necessità di modernizzare il bilancio europeo e di rafforzare gli investimenti nella competitività, sono concordi nel sostenere che non si possono compromettere la natura, le finalità e i meccanismi di funzionamento dei programmi europei di ricerca e innovazione, finendo per determinarne la progressiva subordinazione a logiche prevalentemente orientate al market deployment. Programmi con finalità diverse – quali Horizon Europe e gli strumenti orientati alla crescita industriale e al deployment, quali lo European Competitiveness Fund – devono operare in modo complementare, preservando ciascuno la propria missione, logica di intervento e assetto di governance. Una loro fusione o sovrapposizione rischierebbe di compromettere il buon funzionamento di entrambi.

La qualità e l’efficacia delle politiche europee in materia di ricerca e innovazione dipendono dal coinvolgimento sostanziale delle comunità scientifiche nei processi di programmazione, non come mera consultazione, ma come partecipazione strutturata e qualificata. La definizione delle priorità di ricerca ed innovazione e dei relativi bandi deve rimanere saldamente ancorata al principio dell’eccellenza scientifica e tecnologica, valutata da esperti indipendenti di riconosciuto profilo scientifico e tecnologico internazionale.

Alla luce di quanto sopra, CRUI e CoPER, in rappresentanza del sistema scientifico e accademico italiano, chiedono:

  1. La tutela dell’autonomia strategica e operativa di Horizon Europe, evitando un’eccessiva subordinazione a strumenti prevalentemente orientati al deployment industriale, quali l’European Competitiveness Fund.
  2. L’istituzione di assetti di governance chiaramente distinti per Horizon Europe e per l’European Competitiveness Fund, in particolare per quanto riguarda i meccanismi di comitologia e i processi decisionali relativi alla programmazione annuale.
  3. La distinzione funzionale e contabile tra ricerca e deployment. Le risorse destinate a Horizon Europe devono rimanere integralmente orientate al sostegno della ricerca e dell’innovazione di lungo periodo, evitando meccanismi che ne pre-determinino un’allocazione verso fasi o soli ambiti di deployment o di applicazione industriale.
  4. Linee dedicate per la valorizzazione industriale dei risultati della ricerca. Prevedere, all’interno dell’European Competitiveness Fund, strumenti di finanziamento specificamente orientati alla valorizzazione industriale e al deployment dei risultati del Programma Quadro, a supporto anche di percorsi di scale-up e industrializzazione in ambiti strategici.
  5. Il riconoscimento del ruolo abilitante di Horizon Europe. Riconoscere pienamente Horizon Europe come “infrastruttura” portante dell’ecosistema europeo dell’innovazione, abilitante per strumenti orientati alla competitività, allo sviluppo industriale e all’autonomia strategica, che ne valorizzino i risultati lungo l’intera catena del valore in maniera efficace e sostenibile.

La comunità scientifica e accademica italiana tutta, riconosce in Horizon Europe un pilastro essenziale per il rafforzamento del capitale umano, per l’innalzamento della qualità del sistema universitario e della ricerca pubblica e dell’annessa innovazione ma altresì cruciale affinché il continente attragga talenti ed investimenti ad alta intensità di conoscenza.

Tutelare l’identità e l’autonomia della governance di Horizon significa contribuire in modo responsabile alla costruzione di politiche industriali e di competitività fondate su basi scientifiche solide, innovative e durature.

Chiediamo, pertanto, alle Istituzioni europee e nazionali l’impegno a preservare l’autonomia di Horizon Europe e della ricerca a basso e medio livello di maturità tecnologica e a definire un quadro finanziario e di governance che valorizzi pienamente il ruolo della ricerca e dell’innovazione nel nuovo progetto europeo.

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