CONFINDUSTRIA e CRUI: Università e Imprese alleate per la competitività del Paese
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Roma, 23 luglio 2026 – Rendere strutturale la collaborazione tra università e imprese per rafforzare la competitività del Paese, accelerare il trasferimento tecnologico e valorizzare ricerca e formazione. È questo il messaggio emerso dalla seconda edizione di "Alta Formazione, Ricerca e Innovazione: Università e Imprese per la Competitività del Paese", promossa da CRUI e Confindustria.
De Santis: La ricerca deve tradursi in brevetti, innovazione e competitività
Di Stefano: È tempo di ponti tra università e imprese
Ramaciotti: L’ alleanza fra atenei e industrie è essenziale per trasformare la conoscenza in sviluppo
L'iniziativa, che si è svolta oggi a Roma presso la sede di Confindustria, ha coinvolto il sistema universitario, il mondo delle imprese e numerosi soggetti istituzionali, con l'obiettivo di individuare proposte operative e priorità condivise per rafforzare il contributo della conoscenza allo sviluppo economico e sociale dell'Italia.
L’evento ha concluso un percorso di confronto sviluppato negli ultimi mesi attraverso sei tavoli di lavoro dedicati a formazione, innovazione, trasferimento tecnologico, imprenditorialità accademica, proprietà intellettuale, internazionalizzazione dei talenti e dottorati innovativi.
Tra i principali temi emersi dal confronto figurano il rafforzamento delle lauree professionalizzanti e dei raccordi con gli ITS Academy, il sostegno all'imprenditorialità accademica, la valorizzazione dei brevetti e della proprietà intellettuale, il consolidamento dei dottorati innovativi e industriali, l'attrazione e il placement dei talenti internazionali, nonché la necessità di rendere il trasferimento tecnologico una componente strutturale delle politiche universitarie e industriali.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell'innovazione e del trasferimento tecnologico, sul quale università e imprese hanno registrato importanti convergenze. Tra queste, l'esigenza di riconoscere e valorizzare il trasferimento tecnologico nei sistemi di valutazione degli atenei e delle carriere accademiche, rafforzare le strutture dedicate all'innovazione, promuovere strumenti più efficaci di incontro tra domanda industriale e offerta di ricerca e garantire continuità ai dottorati industriali e innovativi oltre la stagione del PNRR.
Nel corso della giornata è stato inoltre evidenziato il valore strategico dell'internazionalizzazione e del progetto “Italy Calls India”, nato per favorire l'incontro tra studenti internazionali formati negli atenei italiani e il sistema produttivo nazionale, valorizzando competenze già presenti nel Paese e contribuendo ad attrarre nuovi talenti. Un modello, quello immaginato per l’India, che potrebbe essere replicato con altri Paesi partner.
“La competitività dell’Italia non dipenderà semplicemente dalla quantità di risorse investite nella ricerca o dal numero dei laureati che riusciremo a formare – ha detto Laura Ramaciotti, Presidente della CRUI –. Dipenderà soprattutto dalla nostra capacità di trasformare la conoscenza in sviluppo, facendo lavorare università e imprese come parti di uno stesso progetto per il Paese. Non dobbiamo costruire da zero un rapporto tra università e impresa, ma renderlo più diffuso, più stabile e più capace di generare valore”.
“L’incontro di oggi con la CRUI, nella casa delle imprese italiane, conferma un’alleanza strategica tra chi genera conoscenza e chi la trasforma in valore, tra chi forma e chi produce, tra università e imprese. L’obiettivo è rendere questa relazione strutturale a partire dalla condivisione delle nostre riflessioni sui temi chiave, dal rapporto università-ITS alle startup, dall’innovazione ai brevetti, fino ai dottorati industriali e ai progetti sull’internazionalizzazione, come Italy Calls India”. Così Riccardo Di Stefano, Vice Presidente di Confindustria per Education e Open Innovation, secondo cui “È il tempo dei ponti. I ponti che servono all’Italia per affrontare le grandi transizioni – verde, digitale, tecnologica, demografica – non da spettatori, ma da protagonista, ricordandoci chi siamo, una grande tradizione manifatturiera e una grande tradizione accademica”.
“L'Italia dispone di imprese che continuano ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo e di una ricerca pubblica di eccellenza. La sfida, oggi, è trasformare sempre di più questa capacità in brevetti, prodotti processi e servizi innovativi, quindi competitività. I segnali sono incoraggianti: nel 2025 le domande di brevetto di università ed enti pubblici di ricerca sono cresciute di circa il 20%, mentre i dottorati innovativi e industriali hanno superato quota 6.000 grazie al PNRR. Gli investimenti in R&S dei privati crescono al 7% all’anno e cresce l’export”. Così Francesco De Santis, Vice Presidente di Confindustria per Ricerca e Sviluppo, secondo cui “ora occorre consolidare questi risultati, rendendo strutturale la collaborazione tra università e imprese e rafforzando il trasferimento tecnologico. Solo così potremo superare il paradosso italiano di un'eccellente produzione scientifica che spesso non si traduce in innovazione industriale. Va sostenuta anche a livello nazionale la scelta europea di mettere al centro delle politiche per la crescita la competitività legata e la ricerca e innovazione”.
Il percorso avviato da CRUI e Confindustria proseguirà nei prossimi mesi attraverso iniziative di approfondimento e gruppi di lavoro dedicati ai temi emersi, con l'obiettivo di tradurre le proposte formulate in azioni concrete e strumenti operativi a supporto delle collaborazioni. In questa prospettiva, università e imprese confermano la comune volontà di rafforzare il dialogo istituzionale e la collaborazione strategica per sostenere innovazione, competitività e sviluppo delle persone, in quanto basi sostanziali del benessere.
