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NUOVA RISOLUZIONE DELLA STRATEGIA DI LISBONA
10-11 dicembre. Durante l'ultima sessione plenaria dell'anno, guidata
da Roger Briesch e con la partecipazione del Commissario Michel Barnier,
il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato una risoluzione
sulla strategia di Lisbona (con 116 voti favorevoli, 37 contrari e 7 astensioni).
Con una lettera del vicepresidente Loyola de Palacio, la Commissione
europea ha chiesto al CESE, in base all'articolo 262 del Trattato CE,
di elaborare un parere volto a "far emergere l'impatto complessivo
che la strategia di Lisbona ha avuto finora, integrare una prospettiva
a lungo termine e fornire una valutazione qualitativa e quantitativa
dei progressi realizzati nell'attuazione della strategia".
A tale scopo il CESE aveva organizzato una conferenza per raccogliere
i vari punti di vista della società civile organizzata in Europa
sui progressi compiuti e su quanto ancora resta da fare. La richiesta
è stata soddisfatta. Nella risoluzione il CESE sottolinea che la
strategia di Lisbona raggiungerà gli obiettivi in materia di competitività
internazionale, di progresso economico, sociale ed ambientale e di sviluppo
durevole solo se rinnoverà profondamente il metodo, il sistema
istituzionale e gli strumenti di cooperazione adottati allo scopo di realizzare
tali obiettivi.
Il Comitato ha proposto:
1) una politica macroeconomica favorevole alla realizzazione di
questa strategia grazie ad un coordinamento rafforzato fra Stati membri
e istituzioni comunitarie;
2) una concertazione più efficace fra istituzioni dell'Unione,
Stati membri, ambienti economici e parti sociali;
3) una migliore condivisione delle responsabilità nell'attuazione
delle riforme, da una parte fra livelli europeo, nazionale e regionale
e dall'altra fra operatori pubblici, privati e associativi.
In particolare il Comitato raccomanda sul piano europeo:
- un rafforzamento della concertazione delle istituzioni europee con
gli ambienti socioprofessionali e con le parti sociali, al fine di
sviluppare un dialogo permanente sui vari orientamenti comuni e sui piani
d'azione della Strategia di Lisbona e al fine di conciliare meglio fra
loro gli imperativi di competitività economica, progresso sociale
e sviluppo durevole;
- un coinvolgimento attivo delle parti sociali nell'attuazione del
programma annuale del dialogo sociale che le ha portate a sviluppare
accordi europei nei settori relativi all'attuazione della strategia di
Lisbona;
- la messa in evidenza del dialogo socioprofessionale e del contributo
delle parti sociali nel rapporto annuale della Commissione europea
per il Vertice di primavera.
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