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PREMESSA
Con l'emanazione del DM 509/99 in materia di autonomia didattica
degli atenei ha preso formale avvio il complesso processo di riforma
dell'organizzazione didattica del sistema universitario italiano.
Il punto di partenza da cui ha preso le mosse il gruppo di lavoro
della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane
(CRUI) e del Ministero dell'Università e della Ricerca
Scientifica e Tecnologica (MURST) sul Diploma Supplement (DS)
è individuabile nel comma 8 dell'articolo 11 del suddetto
decreto, il quale recita: "I regolamenti didattici di ateneo
disciplinano le modalità con cui le università rilasciano,
come supplemento al diploma di ogni titolo di studio, un certificato
che riporta, secondo modelli conformi a quelli adottati dai paesi
europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico
seguito dallo studente per conseguire il titolo".
La prescrizione normativa trova
riferimento nello schema del Diploma Supplement, cui si è
giunti al termine di un progetto pilota sviluppato a partire dalle
sollecitazioni provenienti da diversi promotori: la Commissione
Europea, il Consiglio d'Europa e l'UNESCO-Regione Europa. Il progetto
costituisce la diretta filiazione di un impegno sottoscritto congiuntamente
dal Consiglio d'Europa e dall'UNESCO, in occasione della conferenza
di Lisbona del 1997, in calce alla "Convenzione per il riconoscimento
delle qualificazioni del sistema di educazione superiore nell'ambito
della regione europea". L'obiettivo era quello di proporre
uno strumento capace di fornire un insieme di elementi di informazione
indipendenti, relativi al percorso di formazione e di qualificazione
accademica e professionale degli studenti appartenenti ai diversi
contesti nazionali. Tale strumento era destinato ad aumentare
il grado di trasparenza internazionale e a migliorare le caratteristiche
di sensibilità delle indicazioni impiegate: si trattava,
in pratica, di individuare modalità standardizzate e comparabili
con cui il percorso di formazione intrapreso e successivamente
completato con successo da uno studente poteva essere descritto
in termini di classificazione disciplinare, livello di qualificazione
raggiunto, contesto educativo di riferimento e curriculum seguito.
L'iniziativa ha assunto un respiro
internazionale e un rilievo particolare anche in connessione con
una serie di fenomeni sociali ed economici che hanno sempre più
interessato il continente europeo. In sintesi essi possono essere
individuati in: a. una spiccata tendenza a rapidi cambiamenti
nei sistemi di qualificazione; b. una marcata differenziazione
dei percorsi e delle occasioni di formazione; c. una variegata
articolazione del panorama delle professioni e degli scenari economici;
d. un vigoroso impulso alle esperienze di mobilità studentesca;
e. un più convinto supporto alle occasioni di formazione
continua.
In tale contesto è cruciale
disporre di uno strumento di ricognizione accademica e professionale
in grado di individuare e descrivere le esperienze formative maturate
e di proporre qualificazioni capaci di suscitare l'interesse e
le motivazioni degli studenti. Questo il contesto in cui ha preso
avvio l'elaborazione e la successiva sperimentazione, a livello
europeo, del modello di DS. Anche se si tratta di un riferimento
da cui non è possibile prescindere, gli elementi di specificità
che caratterizzano la situazione del mondo accademico italiano
hanno evidenziato la necessità di ampliare le riflessioni
su questo strumento, inserendolo nelle dinamiche che il sistema
di istruzione superiore italiano sta attualmente vivendo. E' lecito
infatti immaginare che alcuni elementi che in maniera più
innovativa connotano la struttura della riforma si riconnettano
alle ragioni e alle esigenze che hanno dato vita al modello europeo
di DS. Così come il DS si pone l'obiettivo di favorire
la trasparenza e la riconoscibilità dei sistemi di istruzione
superiore dei Paesi europei, sulla base degli stessi principi
ispiratori nell'attuale processo di riforma italiano viene introdotto
il concetto di supplemento al diploma, come strumento essenziale
per la descrizione del curriculum dello studente.
Diventa allora importante maturare
gli opportuni collegamenti capaci di integrare nel modello concettuale
che sta alla base del progetto europeo le esigenze evidenziate
dalla legge di riforma: in pratica, si tratta di inserire la problematica
del supplemento al diploma in uno scenario più ampio, che
tenga conto di fattori quali la mobilità internazionale
e gli strumenti per favorirla e sostenerla. Ma accanto a questa
occorre tenere conto anche delle finalità che emergono
dal mondo del lavoro: sempre più frequenti stanno diventando
le richieste di documentazione in grado di descrivere il profilo
delle competenze acquisite durante il percorso di formazione.
Infine, sta emergendo come impegnativa e ineliminabile l'esigenza
di una forte integrazione del sistema di certificazione delle
esperienze ai diversi livelli del sistema universitario italiano:
è solo immaginando questo schema di riferimento concettuale
che è possibile progettare gli strumenti amministrativi
in grado di dirigere la mobilità degli studenti nello sviluppo
del loro progetto accademico e professionale.
I due elementi concettuali che emergono
dalla recente normativa sull'autonomia universitaria sono i seguenti:
a. il percorso di formazione dello
studente che ha ottenuto il diploma di laurea deve essere certificato
da un documento in grado di descrivere, con specifico dettaglio
contenutistico, il curriculum seguito;
b. il modello di riferimento, sulla
cui base elaborare le proposte per la realizzazione di un supplemento
al diploma per lo studente italiano, deve essere quello che sta
per essere adottato dai sistemi universitari europei, nell'ambito
del progetto DS.
Come abbiamo già anticipato,
tre sono i contesti in cui appare importante costruire una adeguata
documentazione del percorso di formazione:
a. la mobilità nazionale
degli studenti o dei laureati entro il sistema universitario;
b. la mobilità internazionale
degli studenti o dei laureati;
c. la trasparenza dei percorsi didattici
svolti dai laureati nei confronti del mercato del lavoro.
Per quanto riguarda il contesto
(a), fino ad oggi la mobilità si è realizzata con
procedure di tipo "empirico" e senza il riferimento
ad un modello capace di tradurre in maniera agile le esperienze
formative a livello nazionale. La partenza dei cicli di studio
prevista dall'autonomia universitaria nell'a.a. 2001/2002 rende
indilazionabile la messa a punto di un sistema di certificazione
in grado di rendere "trasparenti" e di ponderare i contenuti
disciplinari e le esperienze didattiche in cui si articola la
formazione dello studente, in modo da rendere rapido il calcolo
dei crediti o dei debiti formativi nel passaggio da una sede all'altra,
da un ciclo di studi all'altro, da classi di studio ad altre classi
di studio.
La situazione che si è venuta
a creare con l'attuazione del DM 509/99 impone inderogabilmente
il ricorso a questa nuova certificazione. Si pensi, ad esempio,
all'autonomia che i diversi atenei possono vedersi riconosciuta
nel denominare i corsi di studio che essi offrono e, all'interno
di questi, nella intitolazione dei moduli didattici che li compongono.
Con quali strumenti la formazione maturata ed acquisita in un
ateneo può essere monitorata e opportunamente valorizzata
in un altro ateneo, quello dove lo studente intende, ad esempio,
perfezionare il proprio profilo scientifico o professionale? In
che maniera un percorso di formazione di primo ciclo può
essere recuperato e più o meno integralmente riconosciuto
nelle fasi di passaggio ad un corso di laurea specialistica? A
nostro parere, solo con l'adozione di un modello di certificazione
definito e concordato a livello nazionale problemi come quelli
appena sopra citati possono trovare una soluzione.
Per quanto riguarda il contesto
(b), da tempo le università italiane partecipanti alla
rete europea per gli scambi di studenti e docenti nel progetto
Socrates/Erasmus stanno sperimentando modalità per il trasferimento
di crediti (ECTS). Nell'immediato futuro è prevedibile
che gli atenei europei collegati regolino il flusso in entrata
e in uscita sulla base di un vero e proprio sistema europeo di
crediti, estendibile anche ad esperienze di apprendimento acquisite
al di fuori del sistema universitario, ad esempio riconoscendo
altri canali formativi o esperienze di lavoro documentate. In
Italia questo passaggio dovrebbe essere favorito:
a. dall'art. 5 del DM 509/00 che
introduce il credito formativo universitario, inteso, in conformità
al sistema ECTS, come l'unità di "misura del volume
di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto
ad uno studente (..) per l'acquisizione di competenze ed abilità
nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici
dei corsi di studio". Tale sistema dovrebbe essere esteso
al riconoscimento di "conoscenze ed abilità professionali
certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonché
di altre conoscenze ed abilità maturate in attività
formative di livello postsecondario, alla cui progettazione e
realizzazione l'università abbia concorso";
b. dal processo di modularizzazione
della didattica, che dovrebbe consentire di trasformare gli attuali
"insegnamenti" in unità didattico-scientifiche
più compatte, finalizzate ad obiettivi formativi precisi
(descritti in termini delle conoscenze ed abilità da acquisire)
ed incentrate sui contenuti qualificanti, in maniera tale da rendere
i percorsi formativi più flessibili nel loro sviluppo e
più trasparenti nella loro definizione.
Per il contesto (c),
infine, anche il mondo del lavoro avverte l'esigenza di conoscere
meglio le caratteristiche culturali e professionali del laureato,
al di là della sola denominazione del corso di studi seguito
e delle valutazioni ottenute. Questo tipo di informazione diviene
essenziale sia per un corretto inserimento del neolaureato nei
processi produttivi, sia per una definizione più rapida
di eventuali periodi di formazione aggiuntiva. Tale esigenza appare
fondata sia nel caso di ingresso nel mondo del lavoro nazionale,
sia, a maggior ragione, in quello internazionale. In questo ambito
specifico sembra quindi molto interessante acquisire una certificazione
che dia conto anche delle competenze acquisite dallo studente
oltre che delle conoscenze erogate nel corso di studi. In questa
direzione si muovono esperienze intese a raccordare le caratteristiche
del percorso di formazione alle esigenze di documentazione delle
competenze maturate e spendibili nel mercato del lavoro e delle
professioni. Un esempio le basi di dati sui laureati predisposte
dalle Università in forme autonome o consorziate (ad es.
Alma Laurea).
FINALITA'
E OBIETTIVI
Il gruppo di lavoro CRUI sul Diploma Supplement (DS) ha iniziato
le sue attività nel mese di ottobre 2000 e si è
dedicato alla definizione di tre questioni principali:
1. l'adattamento del modello
di DS adottato a livello europeo alle peculiarità del sistema
universitario italiano, mediante una nuova traduzione in lingua
italiana del testo del modello, la revisione della terminologia
di riferimento e l'elaborazione di una serie di note esplicative
destinate a chiarirne tutti i punti
2. la definizione di elementi informativi aggiuntivi allo
schema europeo di DS, che diano attuazione al dettato dell'art.
11 comma 8 del D.M. 509/99, fornendo informazioni sostanziali
sui contenuti dei programmi di studio attuati.
3.l'implementazione del progetto europeo di adozione di
un modello comune di DS, con particolare riferimento alla valutazione
del software di gestione del DS elaborato da un gruppo di lavoro
portoghese per conto della Commissione Europea
METODOLOGIA DI LAVORO
1) Adozione dello schema
di DS in Italia: adattamento del modello europeo
L'attuale fase di diffusione e di promozione del Diploma Supplement
in Europa vede la disponibilità del modello di Diploma,
nella forma di una struttura di certificazione già definita
e approvata, che può essere adottata dalle università
interessate; di questa struttura esiste una versione in lingua
inglese, completa di note esplicative, sulla base della quale
sono state realizzate traduzioni in tutte le lingue ufficiali
dell'UE. Il Gruppo di lavoro ha peraltro verificato che la traduzione
italiana elaborata a livello europeo non consente una utilizzazione
efficace del DS ed ha pertanto proceduto ad una verifica che non
si è limitata ad una traduzione letterale del modello inglese,
ma che ha adottato la specifica terminologia italiana in materia
anche in relazione alla normativa sull'autonomia universitaria
recentemente entrata in vigore; accanto a questa rielaborazione
della traduzione si è anche proceduto a stendere ulteriori
note esplicative per la compilazione del DS. Va osservato al riguardo
che il Gruppo di lavoro si è riferito esclusivamente ai
corsi di studio previsti dal D.M. 509/99, per i quali il medesimo
decreto prevede per le università l'obbligo di un supplemento
al diploma, senza perciò elaborare proposte in merito ai
vecchi cicli di studio. Il Gruppo di lavoro ha quindi operato
una revisione del modello di DS europeo, elaborando una serie
di strumenti di lavoro, allegati al presente documento:
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|
una
più efficace traduzione italiana del modello di DS,
con una serie di note esplicative aggiuntive per la compilazione
delle certificazioni; |
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una
descrizione schematica del sistema di istruzione universitaria
italiana, sulla base del modello introdotto con il DM 509/99;
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una ipotesi di
schema descrittivo dell'offerta formativa di ateneo, con riferimento
sia alla descrizione generale dei percorsi didattici, che
a quella dei singoli moduli, utilizzando lo schema ECTS |
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una nota di indirizzo
che definisce i contenuti minimi che dovrebbero essere previsti
dai regolamenti didattici di ateneo per il supplemento al
diploma; |
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il
rapporto finale italiano sul software fornito dal gruppo di
lavoro portoghese. |
2) Definizione di elementi aggiuntivi
rispetto al DS
Il Gruppo di lavoro ha cercato di
contemperare le due esigenze poste dall'art. 11, comma 8, del
DM 509/99 e cioè di fornire uno schema di DS che sia conforme
ai modelli europei e, più specificamente, all'unico modello
attualmente disponibile, cioè quello proposto a conclusione
del progetto pilota europeo, e che dia anche indicazioni relative
ai contenuti disciplinari previsti dai vari percorsi didattici.
Sulla base di questa esigenza di fondo ci si è mossi su
una ipotesi di lavoro che prevede di collegare il Supplemento
al diploma con una documentazione più generale predisposta
dai vari atenei, che dovrebbe essere richiamata nel certificato
stesso tramite apposite codifiche da inserire per tutti i moduli
didattici svolti nell'ambito del curriculum dello studente, ferma
restando l'opportunità di personalizzare le certificazioni
rilasciate agli studenti con una documentazione integrativa che
fornisca per ciascun modulo didattico seguito la descrizione contenuta
nei fascicoli informativi di Ateneo, al fine di evitare che, con
il passare del tempo, divenga sempre più difficile reperire
i materiali informativi di Ateneo.
Secondo l'ipotesi formulata, ogni
università dovrebbe quindi predisporre, parallelamente
all'adozione del DS, una guida generale della sua offerta formativa,
sulla base del modello fornito dai fascicoli informativi ECTS,
già positivamente collaudati da vari atenei, sia in italiano
che in inglese. Le codifiche inserite nel DS per ogni modulo didattico
o attività formativa svolta dal singolo studente rimanderebbero
alla descrizione fornita dalla guida all'offerta formativa di
Ateneo, consentendo, almeno in fase transitoria, di ottenere informazioni
specifiche sulle attività didattiche svolte dallo studente;
si raccomanda comunque vivamente ad ogni università di
personalizzare il DS di ogni studente fornendo in allegato alle
singole certificazioni la descrizione dei moduli didattici compresi
nel curriculum dello studente. Si richiama inoltre l'attenzione
sulla opportunità di integrare chiaramente la definizione
dei contenuti generali previsti dai corsi di studio con il curriculum
effettivamente seguito dallo studente, utilizzando a tal fine
le informazioni richieste, rispettivamente, nei punti 4.2 per
la descrizione generale e 4.3 per il curriculum del singolo studente.
Il sistema proposto offrirebbe i seguenti vantaggi:
|
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mantenere
sostanzialmente inalterata la struttura dello schema di DS
europeo attualmente disponibile; |
|
|
fornire
in forma integrata informazioni sostanziali sul curriculum
dello studente; |
|
|
utilizzare,
grazie al riferimento al sistema ECTS, un linguaggio e un
formato comprensibili in ambito europeo; |
|
|
agevolare il trasferimento
di informazioni sia in sede di mobilità interna, che
per quella internazionale: in particolare il sistema potrebbe
essere utilizzato anche per i trasferimenti da ateneo ad ateneo
con il rilascio di certificazioni intermedie costruite su
questo modello; |
|
|
consentire
una maggiore leggibilità dei titoli di studio acquisiti
da parte del mondo del lavoro; |
|
|
aiutare ciascun
ateneo a fornire una descrizione standardizzata e trasparente
della propria offerta formativa, la cui esigenza sarà
sempre più avvertita con l'attuazione della riforma
dei cicli didattici. |
3) DS europeo ed elaborazione software
La campagna europea di promozione del DS, che terminerà
nel mese di aprile 2001, è stata condizionata in maniera
rilevante dal problema dell'elaborazione di un software di gestione
unico, in grado di fornire alle università che adotteranno
il DS uno strumento efficace, capace di produrre in maniera rapida
ed automatica la certificazione, attingendo alle banche dati di
segreteria dei vari atenei. Allo stato attuale non sembra ancora
disponibile un prodotto definitivo in grado di consentire alle amministrazioni
universitarie di compilare e rilasciare le certificazioni con procedure
completamente automatizzate sulla base delle informazioni presenti
nelle banche dati contenenti i curricula degli studenti. Il modello
di software presentato nel mese di ottobre 2000 a cura di un gruppo
di lavoro portoghese incaricato dalla Commissione Europea sembra
infatti ancora lontano da una funzionalità efficace ed ha
ricevuto critiche piuttosto severe nei test effettuati da numerose
università europee (si veda anche l'all. 5). A monte del
problema più squisitamente tecnico della funzionalità
del software esiste però ancora una insufficiente definizione
dell'aspetto linguistico. Infatti il modello di software presentato
a Bruxelles poneva i seguenti problemi:
a) il prodotto non era ancora definito in una forma inglese univoca,
in quanto non sempre completamente omogeneo con il modello cartaceo
ufficiale in lingua inglese e non ancora definito nei comandi di
gestione del software;
b) mancavano le traduzioni nelle
altre lingue dell'Unione, fatta eccezione per due versioni, che
potevano essere definite solo come indicative, in portoghese e
francese.
La successiva revisione del software
operata dal gruppo di lavoro portoghese ha solo parzialmente risolto
alcuni dei problemi sopra elencati, lasciando però inalterate
le perplessità sulla funzionalità complessiva del
software. Sulla base di queste valutazioni e della difficoltà
di costruire uno strumento tecnico uniforme, il Gruppo di lavoro
CRUI-MURST considera inadeguato il software prodotto a livello europeo
e comunque impraticabile qualunque altro tipo di sofware unico specifico
e ritiene invece opportuno suggerire alle università italiane
che adotteranno il DS di prevedere funzionalità specifiche
all'interno dei propri sistemi informativi delle segreterie studenti,
che siano in grado di elaborare in forme completamente automatiche
il DS sia in lingua italiana che nella lingua straniera prescelta.
CONSIDERAZIONI FINALI
A conclusione delle proprie attività il Gruppo di lavoro
formula le seguenti proposte al MURST e alla CRUI:
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adottare
le opportune misure volte all'implementazione di uno schema
di DS nazionale che contenga una serie di standard minimi
nazionali, anche alla luce delle procedure previste dall'art.11
comma 9 del DM 509/99 |
|
|
adottare
il DS per tutti i corsi di studio previsti dal DM 509/99 |
|
|
dotare
i propri sistemi informativi di segreteria di funzionalità
che consentano il rilascio di certificazioni automatiche |
|
|
prevedere
in prospettiva il rilascio del DS in qualunque momento della
carriera dello studente e non solo dopo il conseguimento del
titolo, al fine di favorire anche la mobilità interna
e il relativo riconoscimento dei crediti acquisiti |
|
|
introdurre
nei regolamenti didattici di ateneo specifiche norme in ordine
al DS, disciplinandone struttura, conformità ai modelli
nazionali ed europei, requisiti minimi e modalità di
rilascio |
|
|
elaborare
una descrizione standardizzata dell'offerta formativa di ateneo,
sulla base dello schema ECTS, che consenta di conoscere, oltre
agli obiettivi formativi e professionali dei singoli corsi
di studio, anche quelli specifici di ciascuna attività
formativa (moduli didattici, attività di laboratorio,
tirocini, ecc.). |
Allegati
All. 1
Diploma Supplement / Supplemento al Diploma
All.
2 Schema del sistema universitario
in Italia
All. 3 Modello
di descrizione dell'offerta formativa di ateneo Information Package
La riorganizzazione dei corsi di studio
attualmente in corso offre l'occasione per una completa ristrutturazione
dei materiali informativi dell'ateneo, che consenta l'elaborazione
di un unico documento bilingue per una varietà di scopi sia
interni che internazionali. L'utilizzazione di uno schema standard,
mutuato dal fascicolo informativo ECTS ed opportunamente modificato
per incorporare le peculiarità nazionali, potrebbe creare
utili sinergie ed economie non trascurabili. Si riporta qui di seguito
una proposta di schema che sembra consentire un'ampia gamma di utilizzazioni,
incluso il collegamento con il Diploma Supplement
| A) DESCRIZIONE
DELL'ISTITUZIONE |
| I.
L'Istituzione |
The
Institution |
| Denominazione
e indirizzo |
Name
and address |
| Calendario
accademico |
Academic
calendar |
| Autorità
accademiche |
Academic
authorities |
| Descrizione generale
dell'istituzione |
General description
of the institution |
| Procedure di immatricolazione-iscrizione |
Admission-registration
procedures |
| II.
Corso di studio |
Degree
course |
| Descrizione
generale |
General
descriptions |
| Titolo
rilasciato |
Qualification
|
| Requisiti
e/o prova d'accesso |
Admission
requirements and/or test |
| Obiettivi formativi
e professionali |
Educational and
professional goals |
| Accesso
a studi ulteriori |
Access
to further studies |
| Struttura
del corso |
Course
structure diagram |
| Prova
finale |
Final
test |
| Distribuzione statistica
complessiva dei voti |
Statistical distribution
of all grades |
| Distribuzione statistica
del voto finale |
Statistical distribution
of final grade |
| Descrizione
delle singole unità didattiche |
Description
of individual course units |
A seconda della
utilizzazione del fascicolo informativo, possono anche essere fornite
informazioni generali destinate agli studenti, di cui si allega
un possibile modello esemplificativo.
| III.
Informazioni generali per gli studenti |
General
information for students
|
| Descrizione
della città |
Description
of the town |
| Alloggio |
Accommodation
|
| Ristorazione |
Meals |
| Servizi
medici |
Medical
facilities |
| Servizi
per studenti con esigenze speciali |
Facilities
for special needs students |
| Assicurazioni |
Insurance
|
| Servizi
di sostegno economico agli studenti |
Financial
support for students |
| Servizi
di Segreteria |
Student
affairs office |
| Strutture
e servizi di supporto alla didattica |
Study
facilities |
| Programmi
internazionali |
International
programmes |
| Programmi
di stages |
Internships
|
| Attrezzature
sportive |
Sports
facilities |
| Attività
culturali e sociali |
Extra-mural
and leisure activities |
| Associazioni
studentesche |
Student
associations |
| Altre informazioni |
Additional information
|
| B) MODELLO DI DESCRIZIONE
DELLE SINGOLE ATTIVITA'FORMATIVE |
| Titolo
dell'unità didattica |
Course
title |
| Codifica |
Course
number |
| Tipologia
dell'attività formativa di riferimento |
Type
of educational activity |
| Settore
scientifico-disciplinare di riferimento |
Subject
group |
| Anno
di corso |
Year
of study |
| Semestre |
Semester
|
| Numero
totale di crediti |
Total
number of credits |
| Carico
di lavoro globale (espresso in ore) |
Global
workload (n. of hours) |
| Numero
di ore attribuite a: lezioni, esercitazioni, laboratorio,
studio individuale |
Number
of hours allocated to: lectures, tutorials, laboratory, individual
study
|
| Nome
del docente |
Name
of lecturer |
| Obiettivi
formativi |
Objectives
of the course |
| Prerequisiti
|
Prerequisites
|
| Contenuto
del corso |
Course
contents |
| Testi
di riferimento |
Recommended
reading |
| Metodi
didattici |
Teaching
methods |
| Tipo
di esame |
Assessment
methods |
| Lingua
di insegnamento |
Language
of instruction |
| Altre
informazioni |
Additional
information |
All. 4 Nota di indirizzo per la redazione
di un articolo sul diploma supplement nei regolamenti didattici
di ateneo
Nel redigere gli articoli relativi al Diploma Supplement per
i regolamenti didattici di ateneo, in conformità al DM 509/99,
art. 11 c. 8, si suggerisce di tenere conto dei seguenti requisiti
minimi:
|
|
il
titolo di studio relativo a ciascun percorso formativo universitario
deve essere accompagnato da un certificato supplementare (diploma
supplement), che riporta le principali indicazioni relative
al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire
il titolo di studio. Tale certificato è rilasciato
nella lingua nazionale e in un'altra lingua europea, a scelta
dell'ateneo; |
|
|
la
struttura del certificato supplementare di cui al comma precedente
è approvata dal Senato accademico, in conformità
a modelli di riferimento europei e nazionali; |
|
|
il
rilascio del diploma supplement è affidato alle strutture
di ateneo preposte alla certificazione delle carriere studentesche |
All.5 Rapporto sul software europeo per
il diploma supplement
Il personale tecnico di università italiane coinvolto nella
fase di sperimentazione ha sollevato
obiezioni che possono essere raggruppate in due categorie:
| USABILITA' |
| - L'interfaccia utente dello
strumento non è soddisfacente, perché l'utente
ha difficoltà a comprendere il significato di molti
campi e comandi. |
- Non è disponibile una guida in linea e inoltre le
funzioni di "help" sono di non facile installazione.
|
- In diversi casi l'obbligatorietà di uno o più
campi non è evidenziata, con conseguente appesantimento
dell'interazione o, peggio, "crash" del sistema.
|
- La terminologia non è chiara sia riguardo alle funzioni
del sistema sia, cosa ben più grave, rispetto ai termini
utilizzati nel Diploma supplement. La traduzione non è
gestita dal sistema, anzi, l'utente deve fornire la propria
traduzione, con un processo lungo e soggetto a errori. |
|
ASPETTI
TECNICI
|
| -
Molte funzioni (in particolare la stampa del Diploma supplement)
sono lente. |
- é stata dedicata una attenzione limitata agli aspetti
di sicurezza. |
- La scelta di Office 2000 come requisito non è condivisibile,
visto che il pacchetto non è ancora molto diffuso.
Più in generale, è discutibile la scelta di
strumenti proprietari |
- L'installazione dello strumento è farraginosa e soggetta
a errori, soprattutto a causa della scarsa documentazione
e della gestione non accurata di alcuni dettagli (ad esempio,
il formato della data) |
- L'estrazione dei dati nella sezione "detailed study
programme" è realizzata per mezzo di istruzioni
SQL che sono soggette ad errori (e per giunta esposte all'utente
finale). Inoltre, il formato di questi dati non è necessariamente
costituito da una struttura tabellare piatta (per esempio,
in molti casi si può desiderare una articolazione in
anni di corso, oppure fra corsi obbligatori e corsi opzionali),
e quindi non è detto che sia possibile procedere per
mezzo di singole istruzioni SQL. |
Da un punto di vista più generale, ci sono probabilmente
problemi ancora più seri. In particolare, lo strumento è
sostanzialmente costruito per operare in modalità autonoma,
a parte la costruzione del "detailed study programme"
sopra citato. Ciò pone problemi da due punti di vista: in
primo luogo, richiede che il sistema esterno sia accessibile tramite
SQL (il che è molto probabile, ma non sempre garantito);
in secondo luogo, la struttura della base di dati deve essere nota
e direttamente accessibile.
In effetti, il problema della origine dei dati necessari per produrre
il Diploma supplement è cruciale, non solo riguardo ai curricula
dei singoli studenti (esami, crediti, date, voti), ma anche con
riferimento ad altri dati che gli atenei gestiscono nei propri sistemi
informativi, quali quelli relativi a ordinamenti didattici, insegnamenti
e programmi. un qualunque strumento software per la produzione del
Diploma supplement dovrebbe in primo luogo considerare come questi
dati sono acquisiti: invece, lo strumento sviluppato è prevalentemente
un'interfaccia per l'inserimento dei dati in una base di dati locale,
addirittura senza distinguere quali dati siano individuali (cioè
specifici del singolo studente), quali comuni a tutti gli studenti
che hanno conseguito un certo titolo di studio e quali infine comuni
a tutti gli studenti dell'ateneo.
In effetti, sarebbe stata molto più utile la definizione
precisa di un formato di interfaccia (ad esempio nel linguaggio
XML) per l'interscambio dei dati di interesse, invece del sistema
per l'inserimento manuale dei dati (o anche della possibilità
di integrarlo con sistemi esistenti per mezzo di istruzioni SQL).
Se una tale interfaccia esistesse, allora le università potrebbero
valutare la possibilità di utilizzare lo strumento, una volta
garantita la risoluzione degli altri problemi sopra citati. Probabilmente,
le università con una autonoma capacità di sviluppo
di sistemi informatici e un buon livello di automazione non lo userebbero
comunque, per via delle inefficienze e dei requisiti non sempre
accettabili; esse preferirebbero estendere i propri sistemi. Università
con risorse più limitate potrebbero trarre profitto da un
sistema "isolato", come quello sviluppato, ma dovrebbero
comunque tener presente i costi non trascurabili per la sua gestione,
in termini di risorse umane.
|