23 febbraio 2003
Dott.ssa Antonella De Robbio (Padova) - Decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2001/29/CE

In merito al parere sullo schema di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2001/29/CE richiesto alla VII Commissione permanente Cultura, scienza e istruzione della Camera, nella seduta del 20 febbraio scorso, il Presidente Ferdinando Adornato ha rinviato la votazione sulla proposta di parere entro il 25 febbraio.
Come invece annunciato da Marco Marandola nella seduta del 20 febbraio la XIV Commissione permanente Politiche dell'Unione europea della Camera, che anch'essa doveva esprimersi, ha dato parere favorevole allo schema di decreto legislativo.

Dai resoconti emergono una serie di considerazioni (del tutto personali): Dal resoconto VII Commissione permanente Cultura, scienza e istruzione della Camera (punti 1. e 2.):

1. La relazione di Franca Chiaromonte dei DS-U tiene conto di molte delle osservazioni presenti nel mio documento "Osservazioni sul decreto legislativo di attuazione della direttiva 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione" che avevo inviato ad Alessandra Untolini del dipartimento cultura della Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra, di cui appunto è responsabile Franca Chiaromonte. Chiaromonte si stava occupando di organizzare un incontro sul diritto d'autore (a cui ha partecipato AIB) e una rassegna web:
sono stata contattata e ho inviato loro alcuni miei documenti sul tema "diritto 'autore e biblioteche","osservazioni sulla bozza di decreto legislativo" e "diritto d'autore e comunicazione scientific".

In tali documenti avevo anche posto la questione del copyright e biblioteche digitali. Abbiamo necessita' che vengano risolti alcuni punti, assenti nella bozza di decreto, ma presenti nella direttiva e nei trattati internazionali WIPO.

2. Nel resoconto Giovanna BIANCHI CLERICI (LNP) esprime l'auspicio che la proposta di parere del relatore tenga conto anche delle osservazioni avanzate dalla Associazione editori italiani. A mio avviso è URGENTE che anche AIB faccia pressioni per fare in modo - PRIMA DEL 25 FEBBRAIO - che vengano considerate anche le nsotre osservazioni.
So che Giovanni Lazzari era presente al'incontro organizzato da Franca Chiaromonte, ma male non sarebbe contattare anche il presidente della VII Commissione Cultura, Ferdinando ADORNATO, per ricordarglielo (forse AIB lo ha già fatto).

3. Dal resoconto della XIV Commissione permanente Politiche dell'Unione europea della Camera, emergono considerazioni (sempre personali si intende) negative. Per esempio in relazione al seguente punto ove si dice "considerato che l'articolo 68 della legge n. 633 del 1941 disciplina il compenso da corrispondere agli autori ed agli editori da parte dei
responsabili dei punti o centri di riproduzione, stabilendo che la misura di detto compenso non può essere inferiore per ciascuna pagina riprodotta al prezzo medio a pagina rilevato annualmente dall'ISTAT per i libri, sottolineata l'opportunità - nell'ambito della predetta previsione - di tenere in considerazione, accanto all'esigenza generale
di una rigorosa tutela del diritto d'autore, anche quella del diritto allo studio, soprattutto dei meno abbienti, prevedendo specifiche forme agevolative per la riproduzione di libri di testo per uso personale e senza fine di lucro da parte degli student". Come tempo fa scrissi in questa lista, si terrà conto SOLO delle copisterie e NON delle biblioteche. Vale a dire a loro il compenso dovuto alla SIAE potrebbe essere ridimensionato, alle bibloteche (comuni, scuole, univesita') NO.

La questione appare quantomeno paradossale.

Anche qui AIB, e la CRUI anche, l'ANCI e tutti quanti, dovrebbero a mio avviso intervenire entro il 25 febbraio per fare aggiungere accanto ai centri di riproduzione , che lavorando (lo sottolineao) a scopo di lucro, anche "le biblioteche" e le "istituzioni di cultura e istruzione e ricerca", non a fini di lucro. Mi sembra il minimo.

Da parte mia girero' la presente a:
- Segreteria del dipartimento cultura della Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra, di cui e' responsabile Franca Chiaromonte.
- AIB e Gianni lazzari
- AIPPI Associazione Internazionale Protezione Proprieta' Intellettuale di cui sono membro
- CRUI Conferenza dei rettori delle Universita' Italiane

Trovate tutti i miei documenti depositati sull'OpenArchive internazionale E-LIS, archivio di documenti per il nostro ambito LIS
http://eprints.rclis.org

Di sotto allego i due documenti: resoconto Commissione permanente Cultura e parere favorevole XIV Commissione recuperati dal sito www.dirittodautore.it, che si ringrazia per la concessione

Antonella De Robbio
Referente SBA per il diritto d'autore
Università degli Studi di Padova
mailto:antonella.derobbio@unipd.it
http://www.math.unipd.it/%7Ederobbio/dd/copyr00.htm

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Resoconto VII Commissione permanente Cultura, scienza e istruzione della Camera, nella seduta del 20 febbraio 2003

Franca CHIAROMONTE (DS-U) rileva, preliminarmente, che il parere della VII Commissione sul decreto legislativo del Governo di recepimento della direttiva comunitaria 2001/29/CE (armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione) rappresenta per il suo gruppo un momento particolarmente significativo per il ruolo che i Democratici di sinistra hanno avuto - sia in Parlamento, sia sul piano europeo - durante tutte le fasi di elaborazione della direttiva, fino alla sua approvazione.

Osserva quindi che l'innovazione tecnologica ha prodotto un contesto nel quale i ruoli e le caratteristiche della creazione, della produzione, della diffusione e della fruizione delle opere protette siano profondamente cambiati. La multimedialità e l'innovazione tecnologica offrono la possibilità di rispondere ad una domanda di conoscenza e di accesso alle opere sempre più estesa e, allo stesso tempo, la tipicità di questi strumenti tecnologici supera il concetto tradizionale della territorialità della circolazione delle opere. Osserva inoltre che tutto questo è libertà ed espansione delle possibilità per le persone di accedere non solo al consumo, ma anche alla produzione di cultura: a tale riguardo, richiama
la possibilità di creare musica. Esprime quindi la convinzione che, rispetto a questo nuovo contesto, peraltro in continua evoluzione il diritto d'autore rischi di uscire «con le ossa rotte». Sottolinea quindi il fatto che la stessa direttiva europea che ci si appresta a recepire sia stata ed è oggetto di numerose proteste, non solo per la questione -
risolta - dell'equo compenso o per quella, solo parzialmente risolta, delle biblioteche. Più in generale, ritiene che rischi di fuggire il nesso profondo che esiste tra le tutele del diritto d'autore e i diritti connessi e la promozione, la libertà, l'autonomia della cultura, ovvero le ragioni sostanziali per le quali è nata la normativa sul diritto d'autore.

Dopo aver sottolineato l'esigenza di evitare che le norme relative al diritto d'autore ed alla sua tutela vengano percepite esclusivamente in chiave repressiva e restrittiva, esprime l'auspicio che su tale materia si aprano le porte della discussione a tutti quei soggetti, giovani e non, che, prima ancora di contestare l'esistenza di normative a tutela
del diritto d'autore, non ne abbiano tratto alcun vantaggio, essendo stati spesso esclusi dal novero dei beneficiari: occorre quindi evitare di tutelare i diritti di chi ha già diritti, escludendo invece chi non ne ha.

Esprime la convinzione che rispetto all'istituto del diritto d'autore (come garante delle libertà artistiche e creative, della continuità delle produzioni degli autori, degli interpreti e degli esecutori, nonché come strumento di propulsione e di diffusione delle opere) vi sia la necessità di individuare all'interno dei processi d'innovazione il proprio radicamento, a partire dalla centralità del ruolo degli autori. Giudica essenziale l'armonizzazione delle legislazioni dei paesi dell'Unione europea su alcuni concetti fondamentali come il diritto di
riproduzione, il diritto di comunicazione al pubblico, il diritto di distribuzione e le misure tecnologiche; tutto ciò è essenziale per assicurare l'effettiva esercitabilità del diritto d'autore di fronte all'ampia diffusione delle nuove tecnologie. Ritiene che il decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria debba essere considerato un punto di partenza: infatti, i processi d'innovazione appena richiamati sono e saranno oggetto di continua evoluzione e, di conseguenza, sarà comunque necessario un coerente e progressivo adeguamento delle legislazioni nazionali ed europee in materia di diritto d'autore.

Richiama quindi la questione dell'equo compenso, precisando che tra i fruitori e i consumatori di prodotti culturali e di altri generi di opere esiste un sentimento diffuso di pregiudizio verso l'equo compenso e, quindi, verso il diritto d'autore, che viene percepito come un ostacolo alla libertà d'accesso e di consumo delle opere protette.
Alla luce di tale premessa, ritiene opportuno sostenere il principio ispiratore dell'adeguamento delle quote dell'equo compenso vigente in Italia a quelle, superiori, dei principali paesi europei.
Richiama quindi i contenuti di una proposta del suo gruppo volta a conciliare il diritto all'equo compenso con la crescita culturale della società italiana: essa si basa sulla istituzione di un fondo ministeriale per la promozione e la valorizzazione dei giovani artisti, da alimentare attraverso una quota dei contributi versati alla SIAE per l'equo compenso, come si verifica già in molti altri paesi europei.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che la VII Commissione dovrà procedere alla votazione sulla proposta di parere del relatore, relativa allo schema di decreto legislativo in titolo, entro la data del 25 febbraio.

Andrea COLASIO (MARGH-U), con riferimento alle eventuali osservazioni che accompagneranno la proposta di parere del relatore, sottolinea l'opportunità di considerare la questione della traduzione scorretta degli «spartiti sciolti» e di fare riferimento al principio dell'opera rara, onde evitare di creare problemi tra quest'ultima e l'opera fuori
catalogo.

Giovanna BIANCHI CLERICI (LNP) esprime l'auspicio che la proposta di parere del relatore tenga conto anche delle osservazioni avanzate dalla Associazione editori italiani.

Guglielmo ROSITANI (AN), relatore, anche in considerazione delle osservazioni formulate, si riserva di presentare nella prossima seduta una proposta di parere.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ritiene che nella seduta di giovedì 20 febbraio possa essere presentata dal relatore una proposta di parere, da porre in votazione nella seduta di martedì 25 febbraio. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.


Parere favorevole della XIV Commissione permanente Politiche dell'Unione europea della Camera, nella seduta del 20 febbraio 2003

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, tenuto conto che l'articolo 9 dello schema di decreto legislativo - sostituendo l'intero capo V della legge n. 633 del 1941 (articoli da 65
a 71-decies) - disciplina le eccezioni facoltative al diritto d'autore, in corrispondenza con quanto previsto dall'articolo 5, comma 2, della direttiva 2001/29/CE,
rilevato come, in luogo della dizione «spartiti sciolti», adottata nel nuovo articolo 68, comma 3, della legge n. 633 del 1941, apparirebbe più congruo fare riferimento al termine «spartiti e partiture musicali», sottolineato come i nuovi criteri di determinazione dell'equo compenso sui supporti vergini e sugli apparecchi di registrazione, previsti
dall'articolo 39 dello schema di decreto legislativo, fanno correre il rischio di un incremento del livello dei prezzi nel settore e non sembrano conseguire direttamente dall'attuazione della direttiva 2001/29/CE, evidenziata l'opportunità di uniformare il riferimento agli «apparecchi idonei alla registrazione analogica o digitale di fonogrammi
o videogrammi», contenuto nell'articolo 71-septies della legge n. 633 del 1941, con quello previsto all'articolo 39, che richiama gli «apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione analogica o digitale audio o video» nell'ambito della disciplina per la determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi in via transitoria, considerato che l'articolo 68 della legge n. 633 del 1941 disciplina il compenso da corrispondere agli autori ed agli editori da parte dei responsabili dei punti o centri di riproduzione, stabilendo che la misura di detto compenso non può essere inferiore per ciascuna pagina riprodotta al prezzo medio a pagina rilevato annualmente dall'ISTAT per
i libri, sottolineata l'opportunità - nell'ambito della predetta previsione - di tenere in considerazione, accanto all'esigenza generale di una rigorosa tutela del diritto d'autore, anche quella del diritto allo studio, soprattutto dei meno abbienti, prevedendo specifiche forme agevolative per la riproduzione di libri di testo per uso personale e
senza fine di lucro da parte degli studenti, esprime PARERE FAVOREVOLE